Il 9 maggio si è svolto il workshop “Ricostruire la storia, aprire il futuro: la VR per il patrimonio e l’accessibilità”, terzo appuntamento del 2025 all’interno del progetto europeo Spazi Virtuali Culturali. Potenziare l’Esperienza Digitale delle Imprese Culturali, finanziato dall’Unione Europea – NextGenerationEU e dal Ministero della Cultura e curato da NEBBIA Phygital Lab. 

Un incontro dedicato all’esplorazione delle potenzialità della realtà virtuale applicata al patrimonio storico e culturale, con un focus su due aspetti chiave: la ricostruzione digitale e l’accessibilità. Attraverso testimonianze, casi studio e applicazioni pratiche, il workshop ha offerto uno spazio di confronto sulle sfide e le opportunità legate all’uso della tecnologia immersiva in ambito culturale. 

Workshop: Ricostruire la storia, aprire il futuro: la VR per il patrimonio e l’accessibilità

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Il workshop si è svolto presso il Museo Archeologico San Lorenzo di Cremona e ha proposto tre interventi principali.

  • Case Study 1: Laus Pompeia, ricostruzione e problematiche di ricerca;
  • Case Study 2: Antiche tracce – una realtà virtuale per le palafitte;
  • Case Study 3: Progettazione e realizzazione di un’app in realtà virtuale per migliorare l’accessibilità dei luoghi di cultura.

Le tre presentazioni hanno messo in luce approcci diversi ma complementari all’uso della realtà virtuale per valorizzare e rendere più accessibile il patrimonio culturale.

IL NOSTRO INTERVENTO

All’interno del programma, il nostro contributo si è focalizzato sul progetto “Laus Pompeia, ricostruzione e problematiche di ricerca”, con cui abbiamo illustrato il valore della realtà virtuale come strumento di indagine storica, narrazione e condivisione culturale. 

Attraverso una ricostruzione virtuale accurata, è stato possibile restituire forma a un ambiente ormai scomparso, permettendo ai visitatori del museo di comprendere meglio la funzione e il contesto originario dei reperti esposti. Questo approccio non solo supporta la didattica museale, ma rafforza il legame tra oggetto e narrazione, offrendo un’esperienza più immersiva e significativa per il pubblico. 

La VR, in questo contesto, si conferma uno strumento efficace per ricontestualizzare il patrimonio archeologico e stimolare una fruizione più consapevole e partecipativa, soprattutto laddove le tracce fisiche del passato non sono più visibili. 

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ALTRI CONTRIBUTI E VISIONI

Tra gli altri interventi, NEBBIA Phygital Lab ha presentato un’applicazione in realtà virtuale pensata per migliorare l’accessibilità del Museo Verticale del Torrazzo, grazie a un progetto sviluppato nell’ambito del bando Spazi Virtuali Culturali. Un esempio concreto di come la tecnologia possa abbattere barriere architettoniche e ampliare l’esperienza culturale. 

Il Museo Archeologico della Valle Sabbia ha invece condiviso il caso studio “Antiche tracce”, incentrato sull’uso della realtà virtuale per valorizzare i siti palafitticoli e rendere accessibili al pubblico le conoscenze emerse dalle ricerche scientifiche.