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Museo Navale Romano – Albenga (in corso)

Per il Ministero della Cultura – Segretariato Regionale per la Liguria stiamo collaborando al nuovo allestimento del Museo Navale Romano di Albenga (SV) all’interno dello storico Palazzo Peloso Cepolla.

L’intervento consiste nella realizzazione degli apparati grafici per il museo (grafica a parete e stampa di tutti i supporti a parete e a pavimento) e design del nuovo logo, creazione di software per touch screen media, Virtual Tour, ricostruzione 3D della nave romana e installazione multimediale per la sua fruizione, sito web e webapp.

il museo navale romano

La nascita del Museo Navale Romano, nel centro di Albenga (SV) è legata al ritrovamento di una nave romana del I secolo a.C. a circa due miglia dalla costa. Il relitto della nave oneraria è stato oggetto di tredici campagne di scavo subacqueo che hanno consentito di documentare gradualmente gli elementi del carico e le caratteristiche costruttive dello scafo. Si tratta della più grande nave da trasporto romana conosciuta nel Mediterraneo, con un carico superiore alle 10.000 anfore contenenti vino proveniente dalla Campania destinato ai mercati della Francia meridionale e della Spagna. Insieme al vino veniva esportata la ceramica a vernice nera e altri tipi di vasellame.

Il museo testimonia e racconta le azioni di studio e recupero dei reperti provenienti dal relitto e altri materiali sottomarini rinvenuti dalle diverse esplorazioni subacquee nei fondali circostanti l‘isola Gallinara

Prometheus (in corso)

Siamo orgogliosi di annunciare che Metaheritage s.r.l. è ufficialmente parte del progetto di ricerca europeo Prometheus. 

Seguiranno ulteriori aggiornamenti perché il processo è in corso di rimodulazione. 

L’obiettivo di PROMETHEUS è quello di attuare un’azione interdisciplinare per la documentazione e la catalogazione delle informazioni sui beni architettonici, stimolando la formazione dei ricercatori sul valore costruttivo e storico dei Percorsi dei Beni Culturali.

La ricerca svilupperà metodologie innovative di digitalizzazione dell’architettura con l’integrazione di dati multidisciplinari e modelli informativi prodotti da figure specializzate in grado di operare sui beni del patrimonio.

Una prima azione come caso studio pilota, praticata sui monumenti presenti nel percorso di Upper Kama (Russia), è finalizzata alla definizione una “Charta”, per permetterne la replicabilità. La rete di ricercatori dei diversi settori coinvolti favorisce l’ampliamento culturale e tematico necessario per sviluppare e mostrare le competenze che il mercato richiede.

Il progetto di ricerca svilupperà un Sistema Informativo 3D, multidisciplinare e implementabile, che rappresenti la fase propedeutica alla gestione, manutenzione e valorizzazione degli Itinerari dei Beni Culturali presso i comitati e le amministrazioni europee. Il sistema, per essere ampiamente applicabile, sarà a basso costo e facile da replicare, e ottimizzerà un canale innovativo di cooperazione tra ricercatori e professionisti attraverso l’uso di Protocolli Collaborativi BIM.

studio pilota: upper kama

Lo studio comparativo dei siti mette in luce coerenza stilistica e forme e temi unitari tra il barocco moscovita e le influenze europee. I siti monumentali sono caratterizzati da architetture religiose simboliche e isolate, caratterizzate dall’uniformità stilistica degli elementi decorativi in ​​laterizio.

Il patrimonio architettonico di Upper Kama deriva da uno sviluppo culturale localizzato contenuto in una cornice storica ben definita, così come le influenze europee nei caratteri costruttivi e stilistici, diffuse attraverso scambi culturali lungo le rotte commerciali.

Un Percorso Culturale unico, per sviluppare pratiche di documentazione e digitalizzazione unificate finalizzate alla gestione amministrativa e alle pratiche di conservazione.

Pile 3Dwelling (in corso)

Pile 3DWelling

VR + DINAMIC LASER SCAN

Progetto di valorizzazione e monitoraggio dei legni del sito UNESCO
Lucone di Polpenazze del Garda (BS)

Il progetto “Pile 3Dwellings” per la comunicazione, il monitoraggio e la valorizzazione per il sito archeologico Lucone di Polpenazze (BS) – sito UNESCO -, nasce grazie alla collaborazione tra la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Bergamo e Brescia,competente per la tutela del territorio, la  Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Como, Lecco, Monza Brianza, Pavia, Sondrio, Varese, da cui dipende il Laboratorio per il Restauro del Legno Bagnato, la Fondazione “Piero Simoni”, ente gestore del Museo Archeologico della Valle Sabbia di Gavardo (BS), 7emezzo.biz e AerariumChain.

Il progetto si declina in differenti azioni che hanno come scopo quello di valorizzare le potenzialità del sito del Lucone, uno dei siti più importanti in Europa per la conservazione di elementi strutturali in legno appartenenti all’alzato. Si tratta di parti di pareti, travi, capriate, frammenti di davanzali, soglie, porte che, dopo un attento lavoro di documentazione e restauro, potranno consentire una ricostruzione sempre più accurata scientificamente di case in legno di 4000 anni fa.

Il progetto prevede sia una ricostruzione virtuale interattiva che permetterà al visitatore di consultare la collocazione e lo stato di conservazione di alcuni elementi inseriti nella scena virtuale, sia una campagna di monitoraggio tramite scansioni laser di diversi reperti lignei rinvenuti negli anni. Il progetto consentirà dunque di seguire il progressivo restauro e studio degli straordinari reperti del Lucone.

Siti palafitticoli preistorici dell’arco alpino

Il fenomeno delle palafitte ha caratterizzato l’area alpina nel corso di un vastissimo arco temporale che dal Neolitico arriva sino all’Età del Ferro (5300-500 a.C.). Le particolari condizioni ambientali lungo le rive di laghi, fiumi, stagni e paludi, dove sorgevano gli abitati, hanno preservato in maniera ottimale questi manufatti unici, preziosa fonte per la ricostruzione storica, economica e naturalistica. 

Nel giugno del 2011 il sito seriale transnazionale “Siti palafitticoli preistorici dell’arco alpino” è stato inserito nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO. I 111 luoghi selezionati, tra circa 1000 esistenti, sono dislocati tra Svizzera, Francia, Germania, Austria, Slovenia e Italia, dove sono 19 tra Lombardia, Veneto, Piemonte, Trentino e Friuli Venezia Giulia. 

Le aree archeologiche sono state scelte in quanto rappresentative a livello cronologico e geografico del fenomeno, illustrative di variabili strutturali, con condizioni di conservazione adeguate e con un potenziale per indagini future e per valorizzazione e divulgazione, anche in relazione a musei e parchi naturali. La creazione del sito UNESCO sottolinea l’unicità di questi contesti e l’eccezionalità dei ritrovamenti, ma anche la loro fragilità che necessita di un maggiore impegno per preservarli a vantaggio delle generazioni future.

Il sito di Lucone di Polpenazze è iscritto al sito seriale transnazionale UNESCO “Pile dwellings around the Alps”. Oltre l’assoluta importanza storico-culturale dei siti che hanno aderito, la rete costituisce un valido esempio di collaborazione internazionale che ha permesso la progettazione e lo sviluppo di progetti di ricerca complessi, eventi congiunti e bandi di ricerca.

L’area gardesana e Polpenazze del Garda 

L’area del Lago di Garda è fondamentale per lo studio delle palafitte dell’Età del Bronzo in Italia. Sono presenti insediamenti sia lungo le coste meridionali, che nelle torbiere, in antichità occupate da piccoli laghi. 

Il Lucone di Polpenazze è uno dei bacini inframorenici più estesi tra quelli del gardesano, posto a Ovest del lago, in provincia di Brescia. Le prime indagine archeologiche risalgono solamente agli anni ’60 del XX secolo e le successive ricerche hanno portato all’individuazione di 5 insediamenti differenti. 

La prima occupazione umana del bacino risale al IV millennio a.C. (Lucone C), ma il momento di massima frequentazione si data alla fase antica e media dell’Età del Bronzo tra il 2200 e il 1400 a.C. circa (Lucone A,B,D,E).

Il sito Lucone D

Dal 2007 il Museo Archeologico della Valle Sabbia, con il sostegno economico di Regione Lombardia e dei comuni di Gavardo e Polpenazze del Garda, ha ripreso le ricerche con uno scavo nel sito Lucone D, sul lobo orientale del bacino, già oggetto di un piccolo saggio nel 1986. La particolarità di questo abitato, di durata limitata rispetto agli altri, risiede nell’incendio che lo ha interessato non molti anni dopo la sua prima costruzione. Numerose case sono bruciate, causando il crollo in acqua di strutture in legno e restituendo agli studiosi molti elementi che di solito non si conservano: nella maggior parte dei casi, infatti, di questo tipo di abitazioni vengono rinvenuti solo i pali verticali di sostegno. 

Ogni anno dall’area di scavo provengono numerosi manufatti in ceramica, osso, pietra e metallo, oggetti funzionali e ornamentali, testimoni delle abitudini di vita degli abitanti delle palafitte, ossi di animali e resti vegetali, che forniscono informazioni sulla loro dieta e economia, ma anche semi, spighe e polline, che permettono di ricostruire l’ambiente naturale circostante. 

Gli elementi lignei rinvenuti finora sono oltre 1300 (zappe, recipienti, vassoi, suppellettili, …) e vengono progressivamente sottoposti ad analisi dendrocronologiche che hanno stabilito, ad oggi, che i pali ricavati dagli alberi abbattuti in epoca più antica risalgono al 2034 a.C. e i più recenti al 1967 a.C. L’abitato deve avere quindi avuto una durata di circa 70 anni, durante i quali si è verificato l’incendio. 

Tra i manufatti in legno degli ultimi anni si possono citare un manico decorato di uno strumento in legno di difficile identificazione, rinvenuto nel 2018 e un manufatto ligneo, provvisoriamente interpretato come gerla, composto da un elemento a forcella che racchiudeva un intreccio vegetale, rinvenuto nel 2019. Negli anni precedenti erano state individuate due travi in legno di quercia, lunghe 8 metri e caratterizzate da 25 fori quadrangolari e nel corso dell’ultima campagna di scavo, conclusa nell’agosto 2020, è stata riportata alla luce una porta con asole e chiavistelli datata al 2034 a.C.  

Monitoraggio degli elementi lignei

In questo contesto di scoperte di inestimabile valore, risulta fondamentale conoscere e monitorare la condizione dello stato di conservazione degli elementi lignei. L’obiettivo è duplice: evitare un possibile deterioramento una volta portati alla luce, ma soprattutto aumentarne la durabilità nel tempo.

La soluzione di monitoraggio identificata è quella proposta dalla startup AerariumChain. Grazie all’impiego di nuove tecnologie e strumentazioni ad alta precisione, il sistema consente un controllo affidabile e facilmente ripetibile delle condizioni dei reperti.

AerariumChain utilizza attualmente scanner a luce strutturata, i quali forniscono modelli 3D ad alta definizione dei reperti. Comparando diverse scansioni, grazie a sofisticati algoritmi di intelligenza artificiale, è possibile identificare precocemente fenomeni di deterioramento del reperto, ma anche avviare per tempo i processi curativi necessari.

Il monitoraggio, basato su tecnologie all’avanguardia, diventa anche un driver per la creazione di nuove modalità di fruizione, tra cui la ricostruzione 3D, la realtà aumentata e la stampa 3D per incrementare l’accessibilità dei musei.

Intervento di ricostruzione 3D

Lo scopo dell’intervento di è ricollocare nel contesto originale gli elementi lignei e i reperti che sono stati rinvenuti durante le campagne archeologiche, al fine di comprendere l’architettura dei complessi abitativi palafitticoli, la tecnica costruttiva delle strutture portanti e il loro assemblaggio. 

La ricostruzione 3D costituisce un punto di arrivo per questi primi 15 anni di analisi e ricerche multidisciplinari condotte su questo sito. Oltre all’architettura, infatti, verranno rappresentati puntualmente la flora, la fauna e le coltivazioni coeve che caratterizzavano l’ambiente circostante l’abitato D. All’interno della ricostruzione virtuale verranno anche inserite le scansioni dei manufatti rinvenuti e degli oggetti lignei monitorati. La ricostruzione 3D è interattiva e permette all’utente di consultare in tempo reale la collocazione, lo stato e i dati di conservazione del legno. 

Il flusso di lavoro (workflow) è caratterizzato da un ambiente condiviso on line per la gestione e l’archiviazione dei dati. Per gestire l’avanzamento del lavoro viene utilizzato Gitlab. Tutti i software utilizzati sono open-source, come per esempio il modellatore utilizzato (Blender) oppure l’ambiente di sviluppo della scena 3D (Unreal Engine 4). 

ULTIMI AGGIORNAMENTI

Presentazione risultati campagna di scavo 2021 al Lucone di Polpenazze

Martedì, 21 Settembre, 2021

In occasione delle Giornate Europee del Patrimonio 2021, venerdì 24 settembre alle ore 17:00, presso la Soprintendenza BAP-BG-BS, via G. Calini (BRESCIA), ci sarà la conferenza “Novità dagli scavi della palafitta del Lucone di Polpenazze”, tenuta da Marco Baioni, direttore degli scavi e del Museo Archeologico della Valle Sabbia di Gavardo.

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Lo stesso giorno, alla ore 18:00 presso l’Info Point, Palazzo Martinengo Cesaresco (BRESCIA), ci sarà la visita guidata a “Palafittes, patrimonio dell’Umanità”
▸ La prenotazione è obbligatoria: inviare una mail a claudia.pepe@beniculturali.it entro le 18:00 di mercoledì 22 settembre.

☛ Per la partecipazione agli eventi, sarà necessario essere in possesso di GREEN PASS

Palazzo Reale di Milano – Digitalizzazione di opere d’arte

In occasione della mostra Tiziano e l’immagine della donna nel Cinquecento veneziano a Palazzo Reale a Milano, abbiamo collaborato con Aerariumchain, sponsor tecnico della mostra, per la scansione 3D ad altissima definizione di 16 delle oltre 50 opere in mostra provenienti da collezioni di tutto il mondo. 

Una mostra organizzata da: 

“Palazzo Reale apre il 2022 con una grande mostra dedicata all’immagine della donna nel Cinquecento nella pittura del grande maestro Tiziano e dei suoi celebri contemporanei quali Giorgione, Lotto, Palma il Vecchio, Veronese e Tintoretto. L’esposizione aspira a riflettere sul ruolo dominante della donna nella pittura veneziana del XVI secolo, che non ha eguali nella storia della Repubblica o di altre aree della cultura europea del periodo.”

[tratto da: Palazzo Reale]

Meta Replica

Attraverso l’acquisizione di scansioni fotogrammetriche di altissimo livello (texture in 16K e mesh oltre i 70 milioni di poligoni) e GIGAFOTO – GIGAPIXEL delle opere selezionate abbiamo affiancato Aerariumchain nella creazione delle copie virtuali (meta repliche) di questi capolavori assoluti.

Comparando le scansioni effettuate in momenti diversi, ad esempio alla partenza e/o al rientro dell’opera, e con l’ausilio di algoritmi di intelligenza artificiale queste immagini ad altissima definizione costituiscono un valido strumento documentale e/o di supporto per la compilazione del condition report

GIGAFOTO (GIGAPIXEL)

Questa tecnica permette di catturare ogni più piccolo dettaglio di un’opera, che viene fotografata da differenti punti e piani con sensori ad altissima risoluzione.
Le fotografie ottenute vengono elaborate e unite tra loro tramite un algoritmo, che le ordina e organizza a seconda della distanza dal soggetto. Il risultato è una immagine “piramidale”, ovvero che non perde risoluzione anche su elevati livelli di zoom. Le GIGAFOTO arrivano fino a 700 Milioni di pixel. 

Un prezioso e innovativo strumento, utile sia per lo studio che per la valorizzazione delle opere d’arte.

Paris Bordon – Gli Amanti (Pinacoteca di Brera, Tutti i diritti riservati)

ULTIMI AGGIORNAMENTI

Tiziano e l’immagine della donna nel Cinquecento veneziano apre le sue porte dal 23 febbraio al 5 giugno 2022, portando a Milano oltre 100 opere tra dipinti, stampe, sculture e disegni.

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Aerariumchain: sponsor tecnico nella mostra Tiziano e l’immagine della donna nel Cinquecento veneziano Nuovo progetto a Palazzo Reale di Milano, scansioniamo le donne veneziane della mostra Tiziano e l’immagine della donna nel Cinquecento veneziano come sponsor tecnico.

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Museo Diffuso di Angera (VA) – Rigenerazione digitale

Produzione di elementi di comunicazione integrata

Per il Comune di Angera (VA) abbiamo rigenerato il materiale stampato (cartina pieghevole) che raccorda tutti i monumenti, punti di interesse – POI – e eccellenze locali relativi al territorio comunale. La cartina sarà distribuita all’interno del Civico Museo Archeologico e all’interno del visitatissimo infopoint della città. Infine sono stati prodotti pannelli informativi dislocati per il centro storico, per il coinvolgimento di tutti coloro che non sono già a conoscenza del Museo Diffuso e delle sue infinite risorse culturali.

interventi COMUNICATIVI CONCLUSI

INTERVENTO COORDINATO 

 

Abbiamo prodotto elementi di comunicazione integrata con del materiale stampato relativo al Museo Diffuso e assistito il museo archeologico nell’arricchire la documentazione digitale dei reperti e realizzato percorsi tattili innovativi grazie alla stampa 3D.

Realizzazione di percorsi tattili

 

Scansione fotogrammetrica di reperti del Civico Museo Archeologico finalizzati alla creazione di un archivio digitale e alla stampa 3D per la creazione di percorsi tattili.

Progettazione degli interventi comunicativi

Questa fase è stata il frutto di un lungo e sedimentato confronto con coloro che vivono e studiano il territorio da anni, con tutta l’amministrazione comunale e con il prezioso apporto del curatore del Civico Museo Archeologico.

La progettazione è stata condotta su più livelli, a partire dall’immagine coordinata che si sta dando a tutta la comunicazione del Museo Diffuso, fino alla creazione di icone e disegni ad hoc, che permettano al turista/visitatore di apprendere immediatamente la conformazione e complessità del monumento a prima vista. Le icone sono state associate a delle tappe che fanno parte di percorsi di visita, percorsi ciclopedonali naturalistici, gallerie d’arte a cielo aperto, e così via.

Caratteristiche

Sono state realizzate appositamente icone illustrative dei vari punti POI, ma ad esse sono state affiancate attentamente altre caratteristiche che rendono il supporto stampato incredibilmente intuitivo e facile da consultare. Innanzitutto tutti i testi sono bilingui, così come i titoli, le didascalie, ecc. Le legende sono in parte illustrate e si distaccano dall’elenco di punti d’interesse, sfruttando elementi grafici che simulano un’apparente tridimensionalità.

Anche se stampata, la pianta della città e del Museo Diffuso conserva un certo livello di interattività:all’interno di un riquadro è stato ricavato anche lo spazio per un QR Code (editoria 2.5), che permette una rapida connessione ad un testo di approfondimento situato nel web. Altri QR Code permettono di scaricare la App di realtà aumentata costruita per la consultazione di informazioni aggiuntive connesse direttamente ai monumenti.

Cartine stampate

Il primo lotto di cartine è stato stampato (7000 unità) e pronto ad essere diffuso non appena la situazione sanitaria permetterà di nuovo l’afflusso del turismo.

MUSEO DIFFUSO DI ANGERA

Ad oggi sono ben 57 i monumenti storici, artistici e paesaggistici che danno vita al Museo Diffuso di Angera. Le sale di questo Museo sono a cielo aperto, tra borgo, periferia e frazioni, attraversate da antiche strade, in mezzo al placido golfo, sottoterra, dietro un portone, tra boschi ombrosi e fertili colline.
Le didascalie che descrivono le opere d’arte create dalla natura nel corso di innumerevoli millenni o dall’ingegno dell’uomo attraverso i secoli, sono costituite da grandi cartelli in italiano e in inglese, collocati in prossimità di ogni monumento. A oggi si può scegliere il percorso storico artistico preferito a piedi o in bicicletta alla scoperta dei principali monumenti del centro storico per raggiungere i principali monumenti di Angera.

Scopri di più sul Museo Diffuso di Angera

Museo Diffuso di Angera (VA) – Intervento coordinato

Produzione di elementi di comunicazione integrata, pieghevoli e pannelli e realizzazione di percorsi tattili all’interno del Museo archeologico

Abbiamo contribuito a ridefinire l’immagine del Museo Diffuso grazie alla produzione di elementi di comunicazione integrata per la città, seguendo per il Comune di Angera il processo di rigenerazione del materiale stampato relativo al Museo Diffuso e dei pannelli informativi coordinati, che saranno collocati in punti strategici della città. Il nostro contributo ha riguardato inoltre le collezioni del museo archeologico: in collaborazione con Associazione di Promozione Anemos, abbiamo assistito il museo nell’arricchire la documentazione digitale dei propri reperti tramite fotogrammetria 3D e, ricorrendo alla stampa 3D degli stessi, abbiamo progettato e realizzato percorsi tattili innovativi

interventi COMUNICATIVI CONCLUSI

Produzione di elementi di comunicazione integrata

 

Rigenerazione del materiale stampato (cartina pieghevole) che raccorda tutti i monumenti, punti di interesse – POI – e eccellenze locali relativi al territorio comunale.

Realizzazione di percorsi tattili

 

Scansione fotogrammetrica di reperti del Civico Museo Archeologico finalizzati alla creazione di un archivio digitale e alla stampa 3D per la creazione di percorsi tattili.

MUSEO DIFFUSO DI ANGERA

Ad oggi sono ben 57 i monumenti storici, artistici e paesaggistici che danno vita al Museo Diffuso di Angera. Le sale di questo Museo sono a cielo aperto, tra borgo, periferia e frazioni, attraversate da antiche strade, in mezzo al placido golfo, sottoterra, dietro un portone, tra boschi ombrosi e fertili colline.
Le didascalie che descrivono le opere d’arte create dalla natura nel corso di innumerevoli millenni o dall’ingegno dell’uomo attraverso i secoli, sono costituite da grandi cartelli in italiano e in inglese, collocati in prossimità di ogni monumento. A oggi si può scegliere il percorso storico artistico preferito a piedi o in bicicletta alla scoperta dei principali monumenti del centro storico per raggiungere i principali monumenti di Angera.

Scopri di più sul Museo Diffuso di Angera

Museo Diffuso di Angera (VA) – Digitalizzazione reperti archeologici

Scansioni e stampa 3D di reperti archeologici per la creazione di percorsi tattili

Abbiamo supportato il museo in numerosi aspetti della valorizzazione del patrimonio: dallo sviluppo dell’immagine coordinata alla produzione di materiale grafico e divulgativo, dalla co-progettazione di momenti formativi alla documentazione e alla riproduzione di opere e reperti, fino allo sviluppo di percorsi tattili e accessibili grazie all’uso della stampa 3D.

Scopri di più sulla realizzazione di repliche archeologiche

interventi COMUNICATIVI CONCLUSI

INTERVENTO COORDINATO 

 

Abbiamo prodotto elementi di comunicazione integrata con del materiale stampato relativo al Museo Diffuso e assistito il museo archeologico nell’arricchire la documentazione digitale dei reperti e realizzato percorsi tattili innovativi grazie alla stampa 3D.

Produzione di elementi di comunicazione integrata

 

Rigenerazione del materiale stampato (cartina pieghevole) che raccorda tutti i monumenti, punti di interesse – POI – e eccellenze locali relativi al territorio comunale.

I reperti scansionati

Quattro sono finora i reperti del museo di cui è stata realizzata una replica: a tre contenitori ceramici di età romana facenti parte della Collezione Pigorini Violini Ceruti, tra i pochi reperti superstiti degli scavi ottocenteschi condotti presso la necropoli romana di Angera, si è aggiunta di recente una quarta replica di un oggetto preistorico di grande pregio: si tratta di un “Vaso a fruttiera” preistorico, un contenitore ceramico di grandi dimensioni risalente al Neolitico Antico (circa 7000 anni fa), scoperto nel 2004 durante gli scavi archeologici condotti dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio nei pressi dell’odierno cimitero della città. 

Repliche che hanno permesso di “far uscire” i reperti dalle vetrine, in modo da implementarne la comprensibilità ed accessibilità grazie alla realizzazione di veri e propri percorsi tattili all’interno del Museo Archeologico.

Scansione 3D

In collaborazione con Associazione di Promozione Anemos, abbiamo assistito il museo nell’arricchire la documentazione digitale dei propri reperti tramite fotogrammetria 3D e, ricorrendo alla stampa 3D degli stessi, abbiamo progettato e realizzato percorsi tattili innovativi. Il ricorso alla fotogrammetria 3D è estremamente utile per la documentazione di reperti antichi o molto fragili, poiché permette di ottenere una replica digitale in alta risoluzione di un oggetto senza contatto diretto. Per queste ragioni è particolarmente apprezzata dagli Enti preposti alla Tutela e Conservazione del Patrimonio (Soprintendenze), ma anche dai Musei in prima linea nella valorizzazione: dalla scansione ottenuta infatti è successivamente possibile ottenere una replica 3D del reperto che i visitatori potranno ammirare da vicino e toccare direttamente.

Scopri di più sul corso di Scansione 3D dell’Associazione Anemos

Stampa 3D

I manufatti scansionati sono stati riprodotti con l’ausilio della stampa tridimensionale. La stampa è stata effettuata con macchine ad estrusione termica che hanno permesso di creare dei modelli plastici bianchi molto leggeri ma resistenti. Possono essere manipolati senza paura da parte dei
visitatori, che possono toccare con mano i reperti, ed essendo infrangibili, sono adatti anche ai più piccoli. Inoltre questo tipo di supporto per la didattica è perfetto per tutte quelle categorie di disabilità visive che non possono percepire con gli occhi la realtà circostante. Grazie a questo sistema e ad altri percorsi che integra il museo archeologico di Angera, come il sistema descrivedendo , permettono alla persona ipo- o cieco di osservare i manufatti esposti con la manipolazione. 

CIVICO MUSEO ARCHEOLOGICO

Il Civico Museo Archeologico e Diffuso di Angera (VA), sulla sponda lombarda del Lago Maggiore, è una perla che permette di riscoprire la storia più antica del Basso Verbano, dal Paleolitico fino alla fine dell’età romana. In questo luogo è possibile viaggiare nel tempo, tra strumenti preistorici in selce, gioielli celtici, manufatti romani, semi antichi e panini di 2000 anni fa perfettamente conservati. Il Museo Diffuso ripercorre e comunica 15.000 anni di storia del territorio, valorizzando il patrimonio culturale della città.

Scopri di più sul Civico Museo Archeologico di Angera

Mantova, Palazzo Te – Scansioni 3D

Nella meravigliosa cornice di Palazzo Te a Mantova abbiamo realizzato le scansioni 3D dei rilievi cinquecenteschi della Camera delle Cariatidi. Gli stucchi , originariamente collocati a Palazzo Ducale, sono stati spostati a seguito di un intervento di restauro del palazzo del 1813. Grazie alla stampa dei modelli risultanti dalle nostre scansioni, le decorazioni raffiguranti le cariatidi potranno tornare a essere apprezzate nella loro sede originale. 

palazzo te e la camera delle cariatidi

L’intero complesso, decorato tra il 1525 e il 1535, fu ideato e realizzato da Giulio Romano (1499 – 1546) per Federico II Gonzaga (1500 – 1540) come luogo destinato all’ozio del principe e ai fastosi ricevimenti. Sebbene anche esternamente si conservino tracce di zone affrescate, è soprattutto negli interni che il visitatore può apprezzare la preziosa decorazione ad affresco e i raffinatissimi stucchi che ornano la villa.

La Camera delle Cariatidi è l’ambiente del palazzo che nel tempo ha subito le trasformazioni più radicali. Agli apparati originali visibili nei tondi della fascia superiore del fregio, probabilmente opera di Nicolò da Milano, sono stati accostati gli stucchi cinquecenteschi provenienti da palazzo Ducale, realizzati su disegno di Giulio Romano per l’appartamento vedovile di Isabella d’Este e per l’appartamento di Troia. Di questa integrazione, frutto di un intervento dello Staffieri del 1813, fanno parte le cariatidi da cui la camera prende il nome, i telamoni e i pannelli raffiguranti le tre parti del giorno della fascia sottostante. 

Scopri di più su Palazzo Te

Scopo del progetto è stato dunque ottenere una replica virtuale delle opere, da restaurare digitalmente, asportando le modifiche e integrazioni apportate nei secoli ai bassorilievi riportandoli al loro aspetto cinquecentesco.
L’intervento è stato supportato da approfondite indagini storiche e di archivio, che hanno permesso di ricostruire la storia e la stratificazione degli adattamenti e delle modifiche apportate ai bassorilievi, ed ha permesso di ottenere una stampa 3D delle opere nella loro veste originaria cinqucentesca.

Abbiamo eseguito la scansione 3D con laserscanner delle opere, riadattandole virtualmente sulla base dei risultati delle ricerche storiche condotte sulle stesse. Infine, grazie alla stampa 3D, le repliche saranno alloggiate presso gli
appartamenti di Palazzo Ducale da cui furono asportate, tornando a completarne la magnifica decorazione.

Archeovirtual 2021: La lente dell’archeologo

Presso lo storico edificio dell’ex tabacchificio Cafasso a Paestum (Salerno) si è svolta tra il 25 e il 28 novembre 2021 la XXIII edizione della Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico (BMTA) a cui abbiamo partecipato come organizzatori ed espositori all’interno della mostra multimediale Archeovirtual. La BMTA, appuntamento unico al mondo nel suo genere, è un’occasione di incontro per gli addetti ai lavori, gli operatori turistici e culturali, i viaggiatori, gli appassionati e un luogo di approfondimento e divulgazione di temi dedicati al turismo culturale e al patrimonio.  

crediti immagine: BMTA 2021

Il tema dell’edizione 2021, Nuove InterAzioni, è incentrato sulle modalità di cambiamento del rapporto con il pubblico di siti e musei e sulle modifiche in atto negli strumenti di fruizione del Patrimonio Culturale, anche in relazione all’esperienza della pandemia provocata dal Covid 19, che ha modificato, probabilmente in modo definitivo,  alcune nostre abitudini. 

La lente dell'archeologo

Abbiamo ideato e presentato, in collaborazione con CNR ISPC, Provincia di Avellino e Polo Museale della Campania, l’applicazione La lente dell’archeologo. L’applicazione è touchless e sfrutta una tecnologia di lettura dei movimenti del capo e dello sguardo che permette allo spettatore di manipolare virtualmente un’area di luce sullo schermo come se utilizzasse una lente d’ingrandimento. La lente svela l’architettura del convento di San Francesco a Folloni sito a Montella (Salerno) secondo l’aspetto architettonico del 1510. Utilizzando La lente dell’archeologo è possibile, come in questo caso, mettere in relazione le diverse fasi storiche di un edificio attraverso immagini e ricostruzioni 3D, potendo analizzarle contemporaneamente grazie al semplice spostamento della testa. 

Il Convento

Come appare oggi

Il Convento

Come appariva 5 secoli fa

La tecnologia touchless utilizzata, Head Pointer, permette di utilizzare una webcam puntata verso l’utente. Può monitorare la rotazione della testa e spostare il cursore sullo schermo nelle varie direzioni.
Lo scenario utilizzato fa parte del progetto multimediale del “Museo virtuale dell’Alta Valle del Calore”. Le istituzioni coinvolte sono CNR ISPC, Provincia di Avellino e Polo Museale della Campania.

Prova la lente dell'archeologo:

L’applicazione, che può essere utilizzata all’interno di totem nei musei, ha un forte impatto dal punto di vista dell’accessibilità: non richiede nessun tipo di contatto con le mani e risponde alle esigenze di tutti gli utenti, tra cui i bambini: il puntatore, infatti, si ricalibra automaticamente e in pochi secondi ad ogni utilizzo e può essere controllato da altezze diverse.  

Scopri i vantaggi dei sensori touchless 

Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico – Archeovirtual

Presso lo storico edificio dell’ex tabacchificio Cafasso a Paestum (Salerno) si è svolta tra il 25 e il 28 novembre 2021 la XXIII edizione della Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico (BMTA) a cui abbiamo partecipato come organizzatori ed espositori all’interno della mostra multimediale Archeovirtual. La BMTA, appuntamento unico al mondo nel suo genere, è un’occasione di incontro per gli addetti ai lavori, gli operatori turistici e culturali, i viaggiatori, gli appassionati e un luogo di approfondimento e divulgazione di temi dedicati al turismo culturale e al patrimonio.  

crediti immagine: BMTA 2021

L’evento, che vanta prestigiose collaborazioni con Unesco, Unwto (World Tourism Organization), Ministero della Cultura, Ministero del Turismo con ENIT – Agenzia Nazionale del Turismo, si sviluppa in 12 sezioni tra cui il Salone Espositivo con 18 regioni, ArcheoVirtual, ArcheoExperience, ArcheoIncoming, ArcheoIncontri, ArcheoLavoro, ArcheoStartup, insieme a conferenze e incontri con 550 tra moderatori e relatori in 5 sale in contemporanea.

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ARCHEOVIRTUAL

Archeovirtual è la Mostra multimediale che da oltre 12 anni costituisce il fiore all’occhiello della BMTA, realizzata in collaborazione con il Digital Heritage Innovation Laboratory, sede di Roma, del CNR ISPC, Istituto del Consiglio Nazionale delle Ricerche dedicato alle Scienze del Patrimonio Culturale. Ogni anno, dal 2006, la Mostra espone le produzioni più significative nel panorama italiano e internazionale delle tecnologie digitali al servizio del Patrimonio. ArcheoVirtual è incentrata sulle applicazioni digitali e sui progetti di Archeologia Virtuale, disciplina che si occupa di studiare, interpretare, e comunicare il patrimonio archeologico attraverso un processo di acquisizione dei dati, ricostruzione tramite tecniche di visualizzazione 3D, simulazione nonché sviluppo di applicazioni virtuali per musei e analisi dell’esperienza utenti. 

crediti immagine: BMTA 2021

ArcheoVirtual coinvolge ogni anno soggetti del mondo della ricerca, della pubblica amministrazione e dell’imprenditoria. Grazie alla collaborazione con CNR ISPC, abbiamo partecipato come organizzatori ed espositori presentando l’applicazione touchless La lente dell’archeologo.

Il tema dell’edizione 2021, Nuove InterAzioni, è incentrato sulle modalità di cambiamento del rapporto con il pubblico di siti e musei e sul modo in cui esso interagisce con gli strumenti di fruizione che gli vengono proposti. Nel momento storico presente, questo tema ha una duplice declinazione: in tempi di pandemia ci si è concentrati sullo sviluppo di soluzione touchless, che limitino il più possibile o eliminino del tutto il contatto diretto con le superfici. Dal punto di vista più generale questo comporta un ripensamento dei contenuti, determinato non solo da un nuovo modo di rapportarsi al pubblico, ma anche dalla creazione di un nuovo pubblico. Dunque interazione/i, intesa sia come modalità pratica di interfaccia uomo/macchina, sia come forma di rapporto fra le comunità e il Patrimonio Culturale. 

crediti immagine: BMTA 2021

Ogni anno ArcheoVirtual affianca alla mostra l’organizzazione di un workshop tematico sull’evoluzione delle applicazioni digitali nel settore dei Beni Culturali, sulle relative professionalità e sulle forme e le tecniche di narrazione del passato. L’occasione è servita per affrontare fenomeni di più ampia portata, come le tecnologie di Intelligenza Artificiale e i suoi usi più innovativi (linguaggio naturale applicato ai contesti storici, analisi di dinamiche e traiettorie del pubblico museale, strumenti di simulazione) e di sensoristica avanzata, che incideranno sul futuro approccio del pubblico.

Introduzione al workshop “nuove interazioni”: come cambierà il nostro rapporto coi musei e il patrimonio culturale

Augusto Palombini – CNR, ISPC — Istituto di Scienze del Patrimonio Culturale, Coordinatore Scientifico di ArcheoVirtual