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Percorso tattile – Tutto ha senso, Museo Diocesano di Brescia (BS)

In collaborazione con il Museo Diocesano di Brescia, nell’ambito del progetto inclusivo Tutto ha senso, abbiamo contribuito alla realizzazione di un innovativo percorso tattile per non vedenti, producendo pannelli tattili di orientamento, pannelli visuo-tattili con scomposizione formale e fotografica, oltre a modelli e stampe 3D.

Le soluzioni tattili installate al Museo Diocesano di Brescia sono state ideate nell’ambito del contratto di ricerca “Tutto ha senso. Metodologie di rappresentazione per l’accessibilità museale e alle opere d’arte”, stipulato nel 2024 tra la Fondazione Museo Diocesano di Brescia e il Dipartimento di Ingegneria Civile, Architettura, Territorio, Ambiente e di Matematica (DICATAM) dell’Università degli Studi di Brescia, responsabile scientifica Ivana Passamani. Il progetto è stato realizzato con la collaborazione dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti (UICI) e con il sostegno di diversi enti e fondazioni, tra cui Famiglia Puma Trust.

Avviato nel 2023, il percorso è stato concepito con l’obiettivo di rendere le collezioni del Museo fruibili da un pubblico più ampio, inclusi i visitatori con disabilità visive. Il Museo, recentemente inserito nel circuito dei musei riconosciuti da Regione Lombardia, ha scelto di lavorare a stretto contatto con UICI per sviluppare un’esperienza multisensoriale unica nel suo genere.

TUTTO HA SENSO - Museo Diocesano di Brescia

Nel cuore di Brescia, a pochi passi da Piazza della Loggia, il Museo Diocesano, ospitato nel chiostro del monastero di San Giuseppe, custodisce e valorizza il patrimonio artistico-religioso della diocesi. Per rendere le sue collezioni accessibili anche alle persone con disabilità visive, il Museo ha avviato il progetto Tutto ha senso, in collaborazione con l’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti.

Il progetto si distingue per la sua capacità di coinvolgere tutti i sensi, trasformando il modo in cui le opere d’arte vengono vissute. Il percorso inizia lungo i corridoi delle collezioni permanenti del Museo, dove sono stati installati totem tattili con stampe in braille e modelli 3D che permettono ai visitatori non vedenti di scoprire opere e oggetti rappresentativi.

Un momento culminante del percorso è rappresentato dalla sala multisensoriale, nella Bottega del Moretto, dove l’opera La Madonna col Bambino in gloria, San Giovanni Evangelista, il beato Lorenzo Giustiniani e l’allegoria della Sapienza Divina è esplorata attraverso il tatto, l’udito, l’olfatto, il gusto, con la vista in un ruolo complementare.

TUTTO HA SENSO, MUSEO DIOCESANO DI BRESCIA

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L’iniziativa, che è stata lanciata ufficialmente il 25 febbraio 2023, rappresenta un esempio di come l‘innovazione tecnologica e la progettazione inclusiva possano convergere per migliorare l’esperienza culturale di tutti. Il percorso multisensoriale del Museo Diocesano di Brescia, anche grazie alla nostra collaborazione, offre una nuova modalità di fruizione, in cui ogni visitatore, indipendentemente dalle sue capacità sensoriali, può accedere alla bellezza e alla storia conservata tra le mura del Museo.

IL NOSTRO INTERVENTO

1 – PANNELLI BRAILLE DI ORIENTAMENTO

Abbiamo realizzato pannelli tattili con scritte in braille, concepiti per integrare le informazioni visive in una modalità pienamente accessibile. In particolare, ci siamo occupati della progettazione e produzione dei pannelli tattili di orientamento, dove le planimetrie si caratterizzano per l’utilizzo di diversi spessori in rilievo codificati negli elaborati grafici forniti tramite differenti colori.

Questa tipologia comprende:

  • il tavolo tattile, che integra un modellino 3D del Museo con la planimetria del piano terra, permettendo al visitatore di orientarsi sia in pianta che in volumetria
  • due pannelli tattili con le planimetrie dei livelli +1 e -1, pensati per agevolare la comprensione della distribuzione degli spazi
  • un pannello tattile raffigurante lo skyline, utile a collocare l’edificio in un contesto urbano e architettonico più ampio.

2 – PANNELLI VISUO-TATTILI E MULTISTRATO

Un nucleo fondamentale dell’intervento è rappresentato dalla realizzazione di 13 pannelli tattili dedicati ai dipinti della collezione, suddivisi in due tipologie principali:

  • Pannelli visuo-tattili con scomposizione formale, sei in totale, che traducono le opere in un linguaggio grafico semplificato e in rilievo. Le linee principali della composizione e i contorni delle figure vengono evidenziati attraverso differenti spessori, offrendo una lettura immediata delle strutture portanti dell’immagine. Questo approccio privilegia la chiarezza e l’orientamento percettivo, consentendo al visitatore non vedente o ipovedente di “leggere” l’opera a partire dalle sue forme essenziali.

Pannello tattile del quadro L’apostolo San Giovanni Evangelista, Michele Desubleo, XVII Secolo, 89 x 66 cm

(Contratto di ricerca “Tutto ha senso. Metodologie di rappresentazione per l’accessibilità museale e alle opere d’arte”, tra Fondazione Museo Diocesano di Brescia e DICATAM, Università degli Studi di Brescia, responsabile scientifica Ivana Passamani)

Pannello tattile del quadro Madre di Dio della Tenerezza, XIX Secolo, 57 x 72 cm

(Contratto di ricerca “Tutto ha senso. Metodologie di rappresentazione per l’accessibilità museale e alle opere d’arte”, tra Fondazione Museo Diocesano di Brescia e DICATAM, Università degli Studi di Brescia, responsabile scientifica Ivana Passamani)

Pannello tattile del quadro Cristo Benedicente, Il Moretto, XIV Secolo, 44 x 51 cm

(Contratto di ricerca “Tutto ha senso. Metodologie di rappresentazione per l’accessibilità museale e alle opere d’arte”, tra Fondazione Museo Diocesano di Brescia e DICATAM, Università degli Studi di Brescia, responsabile scientifica Ivana Passamani)

Pannello tattile del quadro Sogno di San Giuseppe, Giuseppe Tortelli, XVIII Secolo, 128 x 191 cm

(Contratto di ricerca “Tutto ha senso. Metodologie di rappresentazione per l’accessibilità museale e alle opere d’arte”, tra Fondazione Museo Diocesano di Brescia e DICATAM, Università degli Studi di Brescia, responsabile scientifica Ivana Passamani)

Pannello tattile del quadro San Girolamo Penitente, Romanino, 1520, 25,5 x 30,4 cm

(Contratto di ricerca “Tutto ha senso. Metodologie di rappresentazione per l’accessibilità museale e alle opere d’arte”, tra Fondazione Museo Diocesano di Brescia e DICATAM, Università degli Studi di Brescia, responsabile scientifica Ivana Passamani)

Pannello tattile del quadro Un bambino caduto nel fuoco, F. Savanni – G. Botti, XVIII Secolo, 83 x 63 cm

(Contratto di ricerca “Tutto ha senso. Metodologie di rappresentazione per l’accessibilità museale e alle opere d’arte”, tra Fondazione Museo Diocesano di Brescia e DICATAM, Università degli Studi di Brescia, responsabile scientifica Ivana Passamani)

  • Pannelli multistrato con scomposizione fotografica, sette in totale, che rappresentano un livello ulteriore di complessità. Le opere vengono scomposte in piani successivi, ciascuno stampato su un supporto separato. Le figure e gli elementi principali sono resi in rilievo, mentre le texture di fondo permettono di distinguere materiali, ambienti e profondità. L’esperienza tattile diventa così stratificata e coinvolgente, avvicinandosi a una percezione multisensoriale del quadro. In alcuni casi, sono stati inseriti anche dettagli narrativi evidenziati da legende e lettere guida, che consentono di riconoscere particolari altrimenti difficili da individuare.

Pannello tattile del quadro Adorazione dei pastori, B. Licinio, 1530 circa, 105 x 143 cm

(Contratto di ricerca “Tutto ha senso. Metodologie di rappresentazione per l’accessibilità museale e alle opere d’arte”, tra Fondazione Museo Diocesano di Brescia e DICATAM, Università degli Studi di Brescia, responsabile scientifica Ivana Passamani)

Pannello tattile del quadro Ultima Cena, Franca Ghitti, 2010

(Contratto di ricerca “Tutto ha senso. Metodologie di rappresentazione per l’accessibilità museale e alle opere d’arte”, tra Fondazione Museo Diocesano di Brescia e DICATAM, Università degli Studi di Brescia, responsabile scientifica Ivana Passamani)

Pannello tattile del quadro Sant’Orsola e le compagne, San Pietro, San Paolo, A. Vivarini, 1440-1445, 53 x 146 cm

(Contratto di ricerca “Tutto ha senso. Metodologie di rappresentazione per l’accessibilità museale e alle opere d’arte”, tra Fondazione Museo Diocesano di Brescia e DICATAM, Università degli Studi di Brescia, responsabile scientifica Ivana Passamani)

Pannello tattile del quadro Madonna col Bambino e i santi Leonardo e Francesco Di Paola, Giovanni Battista Pitoni, 1737, 178 x 293 cm

(Contratto di ricerca “Tutto ha senso. Metodologie di rappresentazione per l’accessibilità museale e alle opere d’arte”, tra Fondazione Museo Diocesano di Brescia e DICATAM, Università degli Studi di Brescia, responsabile scientifica Ivana Passamani)

3 – STAMPE 3D

Il percorso è stato arricchito dalla produzione di un modello tridimensionale, elaborato digitalmente e successivamente stampato in 3D mediante tecnologia a filamento. La stampa è stata rifinita con un processo accurato che ha previsto carteggiatura, stuccatura, applicazione di una vernice bianca opaca e protezione con un fissante trasparente.

Il modello, collocato all’interno del tavolo tattile, è stato concepito per integrarsi con la planimetria del piano terra, offrendo una comprensione immediata sia dell’articolazione planimetrica che dello sviluppo volumetrico dell’edificio. Questa integrazione tra bidimensionalità e tridimensionalità rende il tavolo uno strumento didattico e sensoriale di grande efficacia per l’orientamento dei visitatori.

Scansione e stampa 3D – Stele di Voltino-Tremosine (BS)

Una fedele copia della Stele di Voltino, stampata in 3D, torna nella sua collocazione originale a Tremosine (BS), grazie alla collaborazione tra la SABAP di Brescia, la Fondazione Brescia Musei e il Comune di Tremosine.

Nei musei, si sa, sono conservati reperti e opere provenienti da luoghi e contesti originali anche molto differenti. Tali reperti, talvolta, sono giunti alle raccolte museali solo dopo una lunga storia di spostamenti, riusi e reimpieghi.

È un caso frequente per le epigrafi, iscrizioni su pietra: nate in antichità con precise finalità (votiva, celebrativa, funeraria), ricollocate in contesti differenti (reimpiego come materiale da costruzione, riuso simbolico) e, infine, recuperate, studiate e valorizzate nelle nei musei e nelle collezioni archeologiche.

Proprio a Brescia, nel Parco Archeologico, esiste una straodinaria raccolta di epigrafi, cominciata nel 1830 da Luigi Basiletti e Giovanni Labus e collocata in una cella del Capitolium

La stele di voltino: storia e origini

Tra i materiali raccolti e ancora oggi visibili particolare rilevanza ha la Stele di Voltino: si tratta di un’iscrizione bilingue, in latino e in una seconda lingua, interpretata da alcuni studiosi come camuno e da altri come leponzio (celtico).

È una preziosa testimonianza dell’incontro e della commistione in territorio bresciano di romani e popolazioni alpine, con conseguente bilinguismo diffuso.

Lo ‘scrittore di Voltino’ non sembra, in realtà, saper scrivere bene né in latino né nella seconda lingua: situazione tipica di chi ha madre e padre parlanti lingue diverse (nel nostro caso latino e probabilmente camuno).

Nel Medioevo la stele fu reimpiegata come materiale da costruzione nell’erezione del campanile romanico di Voltino, frazione di Tremosine (BS), località posta sulla riva occidentale del Lago di Garda. Da lì fu rimossa nel XIX secolo per essere appunto trasferita nel Capitolium di Brescia.

Da tempo la città di Tremosine desiderava un ritorno dell’antica iscrizione e, come 7eMezzo.biz, abbiamo potuto concretizzare questo sogno attraverso le nuove tecnologie, arrivando a ricollocare alla base del campanile una replica in scala 1:1, realizzata attraverso la stampa 3D.

IL NOSTRO INTERVENTO

1 – AL CAPITOLIUM DI BRESCIA…

Abbiamo eseguito una scansione 3D del reperto originale direttamente presso il Capitolium di Brescia: la scansione è stata ottenuta con la fotogrammetria, che produce un’immagine virtuale tridimensionale del reperto in tutta sicurezza, senza doverlo toccare o sottoporre a movimentazione.

2 – DAL REPERTO AL MODELLO 3D

Per ottenere la copia digitale del reperto le fotografie scattate vengono rielaborate attraverso un apposito software e trasformate in una nuvola di punti, che adeguatamente texturizzate permettono di avere una copia digitale in tutto e per tutto fedele all’originale.

Elaborazione del modello 3D

3 – STAMPA 3D E RICOLLOCAZIONE

Il modello digitale ottenuto è stato stampato in 3D e, dopo aver utilizzato un polimero derivato dal mais, la replica in scala 1:1 del reperto è stata sottoposta a trattamento anticante per poterlo rendere più fedele all’originale.

La replica della stele è stata poi verniciata con uno spray dello stesso colore dell’originale e fatto asciugare.

Infine, abbiamo ricollocato la replica del reperto nella sua sede originale, presso il campanile romanico di Tremosine (BS). Successivamente la rubricatura dell’originale viene replicata attraverso l’uso di un colorante rosso ad imitazione del minio.