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Ricostruzione virtuale – Parco Archeologico di Ostia Antica (RM)

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Ricostruzione digitale a Ostia Antica: scultura, architettura e tecnologia al servizio della ricerca

Siamo lieti di annunciare che facciamo parte di un importante progetto internazionale dedicato allo studio e alla valorizzazione degli edifici residenziali tardoantichi di Ostia Antica. Un’iniziativa che unisce archeologia, storia dell’arte e tecnologie digitali e che coinvolge attori istituzionali e accademici di rilievo.

Il progetto è promosso dall’Università di Würzburg (Baviera) e si svolge in collaborazione con il Parco Archeologico di Ostia Antica, il Museo Antiquarium di Ostia, l’Istituto Archeologico Germanico di Roma e altri enti partner, con il sostegno della Deutsche Forschungsgemeinschaft (DFG). L’obiettivo generale è quello di documentare e ricontestualizzare un corpus di sculture marmoree tardoantiche, approfondendo il legame tra gli elementi decorativi e i loro contesti architettonici originari. Un progetto scientifico, ma anche profondamente visivo e narrativo, che mira a restituire spazi abitati e vissuti nel mondo tardo romano.

Un patrimonio ancora poco esplorato

Il cuore del progetto è rappresentato da un gruppo selezionato di 48 sculture provenienti da dieci edifici residenziali di Ostia. Queste opere, molte delle quali mai pubblicate in modo sistematico, verranno inserite in un corpus monografico e nel database Arachne/iDAI.objects e costituiranno la base per un’indagine comparativa sui linguaggi scultorei nelle case tardoantiche.

Ostia offre in questo senso una condizione unica: al contrario di altri siti dove si è conservata solo la decorazione o solo l’architettura, qui è spesso possibile riunire statua e spazio, grazie a una documentazione stratigrafica relativamente completa. Il progetto non si limita dunque all’analisi formale delle opere, ma le considera come parte attiva del linguaggio architettonico e della comunicazione sociale della casa romana tardoantica.

L'EDIFICIO IN RICOSTRUZIONE – RESIDENZA O BASILICA?

Uno dei principali casi studio del progetto è un edificio tardoantico tradizionalmente interpretato come luogo di culto cristiano per la presenza del cristogramma inciso su un architrave. Le ricerche più recenti suggeriscono tuttavia che si tratti di una domus costruita alla fine del IV secolo d.C., forse appartenuta alla famiglia dei Tigriniani, successivamente trasformata.
 
La pianta irregolare deriva dalla sovrapposizione su strutture preesistenti (un edificio, botteghe, una stradina e un impianto termale). L’edificio si articolava in due navate separate da un colonnato, concluse da ambienti absidati, nello specifico un’aula con nicchie e un ninfeo, con ulteriori ambienti laterali forse destinati a riunioni o alla formazione dei catecumeni.
 
La morfologia ha fatto ipotizzare una trasformazione d’uso nel tempo: da possibile residenza aristocratica a spazio aggregativo o pubblico. Al centro dell’abside si conserva la base per una statua della dea Fortuna, di cui restano importanti frammenti marmorei. Proprio questa figura sarà al centro di una delle ricostruzioni digitali previste dal progetto.
 

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La campagna di documentazione 3D di marzo 2025

Dal 3 al 7 marzo 2025, con il sostegno del Parco Archeologico di Ostia Antica e nell’ambito della collaborazione con l’Università di Würzburg, abbiamo partecipato attivamente a una campagna di documentazione fotografica e digitale che ha segnato un passaggio fondamentale per il progetto.

In quella settimana:

• sono stati fotografati sistematicamente dodici oggetti marmorei conservati nell’Antiquarium e nel Museo Ostiense;

sette oggetti scultorei sono stati scansionati in 3D tramite tecniche di fotogrammetria e rilievo ad alta risoluzione;

• sono stati inoltre rilevati fotogrammetricamente tre edifici residenziali tardoantichi, compreso quello con la statua della Fortuna.

Questa campagna ha prodotto una base di dati tridimensionale che sarà utilizzata per creare ricostruzioni virtuali di ambienti e sculture selezionate. Si tratta di un passaggio essenziale per comprendere l’estetica degli arredi scultorei e la loro funzione simbolica e visiva negli spazi domestici dell’epoca tardoimperiale. Le ricostruzioni previste non saranno solo strumenti di visualizzazione, ma veri e propri strumenti di indagine scientifica, utili per ipotizzare disposizioni originarie, rapporti spaziali e dialoghi tra architettura e immagine.

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ricostruzione e restauro virtuale: IL NOSTRO INTERVENTO

Sulla base dei dati raccolti, ci siamo occupati di elaborare una ricostruzione digitale dell’ambiente absidato dell’edificio. Le attività comprendono:

1 – Modellazione 3D dell’architettura e restituzione volumetrica dello spazio in una fase storica coerente.

Dopo aver scansionato i resti della struttura per ricavarne le geometrie di base, ne abbiamo ricostruito i volumi tramite modellazione 3D con Blender, partendo appunto da rilievi stessi, planimetrie e fonti iconografiche e integrando i dati provenienti da scavi o indagini stratigrafiche. L’attenzione è stata posta sia sulla precisione delle proporzioni e delle relazioni spaziali, sia sulla coerenza stilistica con il periodo storico di riferimento (tra il III e il V secolo d.C.).

2 – Applicazione delle texture originali (marmi, superfici) per restituire un ambiente visivamente realistico.

Una volta creato il modello della struttura, abbiamo applicato ai suoi volumi le texture originali, digitalizzando e importando in Blender materiali coerenti con quelli utilizzati durante il periodo di riferimento, come marmi policromi, intonaci e superfici decorative. L’obiettivo era creare un ambiente visivamente realistico in ogni sua componente, per restituire non solo l’aspetto estetico ma anche la qualità materica e la sensazione tattile delle componenti di questi spazi. Grande cura quindi è stata prestata nel creare una rappresentazione aderente all’epoca in questione: capitelli, arredi e tende scorrevoli, ad esempio, presentano dettagli corrispondenti al gusto e allo stile tardoantichi. Durante questo processo abbiamo prestato particolare attenzione alla resa cromatica e agli effetti di riflessione delle superfici, per garantire che la visualizzazione fosse il più veritiera possibile.

3 – Simulazioni di luce e atmosfera, per comprendere come si presentava lo spazio e come comunicava visivamente con chi lo attraversava.

L’ultima fase ha comportato varie simulazioni di illuminazione e atmosfera, con l’obiettivo di capire come lo spazio si manifestava in diverse ore del giorno e in condizioni di luce differenti. Abbiamo esaminato la disposizione di tutte le sorgenti luminose presenti e studiato il loro effetto sulle superfici e sugli elementi che sono collocati nell’ambiente. Nella sala absidata è stata innanzitutto valutato l’apporto luminoso di lampade e candelabri, che creano condizioni di illuminazione suggestive durante le ore buie della notte. Sempre in questo spazio poi è stata presa in considerazione la modalità di ingresso della luce naturale nelle ore diurne, in stretta relazione col vano colonnato che comunica con la corte esterna. Sperimentando le diverse angolature con cui i raggi solari colpiscono i suoi marmi, è stato possibile ricreare condizioni di illuminazione molto differenti e veritiere. Queste simulazioni permettono di apprezzare l’impatto scenografico degli ambienti, offrendo una modalità immersiva e approfondita di fruizione e percezione dello spazio storico.

Questo lavoro rappresenta un importante passo verso una ricostruzione scientificamente fondata ma accessibile, utile sia alla comunità accademica sia alla divulgazione pubblica.

3D Virtual Experience – Bunker Comando a Recoaro Terme (VI)

Incaricati da Terme di Recoaro s.p.a. e grazie alla collaborazione dell’Associazione Bunker Recoaro 1944-45 e del Museo delle Forze Armate 1914-1945 di Montecchio Maggiore, abbiamo ideato e realizzato il progetto di valorizzazione del Grande Bunker Comando, situato all’interno del compendio termale.

Un generale tedesco accompagna il visitatore lungo un percorso che narra la storia del luogo simbolo delle trattative di pace della II Guerra Mondiale, tramite visori immersivi e video a 360°, narratori virtuali posti all’interno di totem touch ricostruzioni 3D.

Il progetto prevede una comunicazione integrata che si articola on-site attraverso supporti rigidi e interattivi e visori immersivi e on-line attraverso l’ideazione di un logo personalizzato, la creazione di un sito internet dedicato e la produzione di un video promozionale.

Recoaro Terme è situato all’estremo occidentale della provincia di Vicenza, immerso in una valle verdeggiante, la Conca di Smeraldo, e circondato dalla catena delle Piccole Dolomiti.

Le sue fonti termali, attive dal XVII secolo ne hanno fatto una stazione curativa e idrotermale rinomata a livello europeo. Durante l’ultimo anno della Seconda Guerra Mondiale, l’intero compendio termale delle Regie Fonti di Recoaro fu scelto come quartier generale del feldmaresciallo Albert Kesselring, comandante supremo delle forze tedesche in Italia. Proprio all’interno di uno dei bunker costruiti presso le Fonti, pesantemente colpite dai bombardamenti alleati dell’aprile del 1945, si stabilirono le premesse per la cessazione dei conflitti, che portarono pochi giorni dopo alla resa incondizionata ratificata a Caserta.

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Il Grande Bunker Comando è una delle più importanti testimonianze dell’impegnativo programma di costruzione di rifugi per la difesa antiaerea, intrapreso a Recoaro dalla primavera del ’44 su progetto e direzione dell’organizzazione Todt.

Il rifugio è dotato di 3 gallerie di ingresso che conducono alla grande sala centrale e un lungo corridoio laterale collega 13 uffici, che ospitavano ufficiali e addetti al controllo. La volta in cemento armato ha protetto gli ambienti dal pesante bombardamento aereo del 20 aprile 1945, che ha interessato e quasi totalmente distrutto l’area delle Regie Fonti.

Nei giorni immediatamente successivi, all’interno del Bunker Comando si riunirono il comandante della Wehrmacht e quello delle SS per prendere la decisione di chiedere la resa agli alleati. Con la capitolazione del gruppo d’armate tedesche si pose fine così alla guerra in Italia.

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VIDEO PROMOZIONALE

VIDEO A 360°

Indossando un visore che permette di visualizzare immagini a 360°, il visitatore inizia il percorso narrativo proiettato direttamente nella realtà storica del 1945, anno a cui risale l’ambientazione ricreata per la valorizzazione del bunker. 

Per le riprese è stato allestito un set con un’ambientazione fedele al contesto storico, che abbiamo elaborato grazie al confronto con esperti coinvolti nel progetto, con attori in divisa tedesca d’epoca, mezzi militari, trincee, check point e uffici dettagliatamente ricostruiti.

La strumentazione di cui ci siamo avvalsi per fornire il massimo delle prestazioni nel nostro intervento comprende l’uso di una camera sferica Insta360 Pro 2. Questo tipo di camera permette di registrare immagini a 360° a 8K, le riprese vengono convertite in una sfera e quando uno spettatore la riproduce in questo formato, il dispositivo visualizzerà l’area della scena osservata adattandosi in tempo reale mentre lo spettatore si guarda intorno. 

NARRATORE VIRTUALE

All’interno del bunker, all’inizio e alla fine del percorso di visita, sono stati installati due totem touch interattivi. Pigiando un pulsante sullo schermo touch, il totem viene attivato direttamente dal visitatore, che potrà così visualizzare il narratore virtuale che spiega i contenuti in un video della durata di circa 90 secondi. Il dispositivo è adatto anche a persone con disabilità motorie.

Il narratore, impersonato da un attore in costume, è un generale tedesco che descrive l’ambiente del bunker e racconta in prima persona le tappe storiche che hanno portato il comando insediato a Recoaro alla resa e alla fine della guerra. Per le riprese è stato allestito un set con ambientazione e oggetti d’epoca e l’attore è stato ripreso con la tecnica del green screen.

La sceneggiatura e i testi sono stati ideati e scritti dopo un attento confronto con professionisti esperti del periodo storico. In fase di post-produzione e montaggio sono state inserite immagini e video d’epoca, reperite grazie a una ricerca in testi di settore, che vengono visualizzate sullo schermo del totem come ausilio visivo alla spiegazione del narratore. 

Il set allestito per le riprese con la tecnica green screen

Il video dopo la fase di post-produzione

Il contenuto video inserito nel totem all’interno del percorso di visita

pannelli a traguardo ottico

All’interno del bunker erano presenti 13 uffici, ma oggi non rimane alcuna tracce dell’alzato. Grazie all’installazione di un pannello a traguardo ottico su cui è stata stampata una vista 3D ricostruttiva è possibile comprendere l’originale disposizione di uno degli uffici di comando. Utilizzando questo tipo di installazione si vedrà una sovrapposizione tra la ricostruzione e l’area attuale. Sui pannelli trasparenti è possibile anche stampare foto d’epoca posizionandoli poi negli stessi punti da cui è stata scattata la foto per permettere l’allineamento visivo.

Guardando attraverso i pannelli realizzati su misura è possibile vedere una sovrapposizione tra la ricostruzione 3D o foto del monumento stampata sul pannello trasparente e le rovine reali. I supporti permettono l’osservazione della ricostruzione 3D da un’altezza adatta a tutti, dal momento che il centro focale può essere adattato secondo le esigenze.

SITO WEB

Per la promozione di 3D Bunker Virtual Experience abbiamo creato un sito web dedicato. La pagina, che contiene il video promozionale, è utile per rintracciare informazioni riguardanti il luogo e l’esperienza di visita, oltre che indicazioni utili su orari di apertura e costi. Attraverso il sito è possibile per il visitatore verificare la disponibilità e prenotare direttamente il biglietto d’ingresso. 

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Progetto Tutti al Museo

Progetto Tutti al Museo

Nell’ambito del bando “Innovacultura – Sostegno all’innovazione dell’offerta culturale lombarda” nato dalle collaborazioni tra la Regione Lombardia, il Sistema Camerale Lombardo e la Fondazione Cariplo, il Museo Archeologico Platina si è dotato di alcuni strumenti volti a facilitare l’accessibilità e la fruizione della collezione museale da parte di bambini in età prescolare o con difficoltà cognitive, quali dislessia o lievi disturbi dello spettro autistico, siano essi inseriti in gruppi classe o in visita con la propria famiglia.

A questo scopo, abbiamo realizzato per il Museo una ricostruzione digitale del territorio di Piadena in grado di mettere in mostra il ricco patrimonio archeologico del Piadenese. La ricostruzione 3D è stata successivamente proiettata sulla mappa a pavimento della Sala del Territorio, potendo essere comandata da uno schermo touch posto nelle vicinanze. 

Lo scopo di questo lavoro è stato consentire a chiunque, grandi e piccoli, di comprendere meglio sia le trasformazioni ambientali avvenute nel corso del tempo, sia la ricchezza culturale-artistica del Museo.





 

Abbiamo inoltre realizzato due ricostruzioni digitali, un villaggio neolitico e un abitato palafitticolo, in cui potersi muovere attraverso l’utilizzo di un touchscreen. Per maggiori informazioni, cliccate il riquadro corrispondente.

VILLAGGIO NEOLITICO
ABITATO PALAFITTICOLO

Ricostruzione Villaggio Palafitticolo – Piadena (CR)

Abitato Palafitticolo, Piadena (CR) – Lagazzi del Vho

Abbiamo realizzato per il Museo Archeologico di Piadena una ricostruzione 3D del villaggio palafitticolo del monumento naturale “I Lagazzi”, iscritto nel 2011 nell’ambito del sito seriale “Siti palafitticoli preistorici dell’arco alpino” nella Lista del Patrimonio dell’Umanità UNESCO – World Heritage Site (WH/S1).

La ricostruzione 3D vuole restituire l’atmosfera di un abitato dell’età del bronzo del nord Italia, secondo le ultime scoperte e gli studi derivati da un approccio multidisciplinare: analisi palinologiche, geologiche, archeozoologiche, archeologiche, ecc..

Un bell’esempio di interazione e coinvolgimento del pubblico.