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Allestimento museale – Museo Civico A. Parazzi – Viadana (MN)

Siamo lieti di annunciare la nostra collaborazione al progetto di rinnovamento dell’allestimento del Museo Civico “A. Parazzi” di Viadana, un intervento realizzato con il contributo di Regione Lombardia – Avviso Unico Cultura 2024. 

Il progetto, sviluppato sotto l’egida autorizzativa della SABAP, ha coinvolto un gruppo multidisciplinare composto dal Conservatore Gianluca Mete, Manuela Amadasi (Kleio snc) e MetaHeritage, chiamata a curare il concept allestitivo, la progettazione grafica e comunicativa e l’integrazione di apparati visivi e multimediali. 

L’obiettivo condiviso è stato quello di raccontare il passato proiettandolo verso il futuro, rinnovando il linguaggio espositivo del museo e valorizzando in particolare la figura del suo fondatore, Antonio Parazzi, senza tradire l’identità storica dell’istituzione. 

Il Museo Civico “A. Parazzi” e il suo fondatore

Il Museo Civico “A. Parazzi” è un museo storico, artistico e archeologico che ha sede, dal 2007, in un complesso dei primi del Novecento completamente restaurato. Fa parte del MuVi, centro polifunzionale che ospita numerose istituzioni culturali cittadine, tra cui la Biblioteca comunale, la Galleria d’arte, il Museo della città, la Fototeca e la Fondazione Ponchiroli.  L’itinerario espositivo si apre con una tomba dell’Età del Rame rinvenuta a Remedello (BS) e dedica ampio spazio agli insediamenti terramaricoli dell’Età del Bronzo (Casale Zaffanella, Cogozzo, Sabbioneta). Seguono una sezione dell’Età del Ferro e una ricca raccolta di materiali di età romana provenienti dal basso corso dell’Oglio. 
La parte archeologica è completata dalle collezioni egizia, etrusca, greca e magnogreca, affiancate da sezioni mineralogiche, paleontologiche, artistiche e numismatiche, fino alla pinacoteca della scuola pittorica viadanese. 

Antonio Parazzi (1823–1899) 

Antonio Parazzi fu sacerdote, studioso, storico e archeologo, nonché figura centrale della vita civile viadanese, in dialogo con i maggiori studiosi del suo tempo. A partire dagli anni Settanta dell’Ottocento si dedicò con metodo allo studio della paletnologia, conducendo scavi in numerosi siti dell’Età del Bronzo e costruendo una rete di relazioni scientifiche con personalità come Gaetano Chierici, Luigi Pigorini e Pellegrino Strobel. Nel 1880 fondò il Museo di Antichità e Belle Arti di Viadana, concependolo come un luogo di studio ma anche come una scuola aperta alla comunità, capace di contribuire al progresso civile attraverso la conoscenza. Il museo attuale è l’erede diretto di questa visione. 

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IL NOSTRO INTERVENTO

Il nostro intervento ha riguardato la progettazione e la realizzazione del nuovo percorso allestitivo della sezione archeologica del Museo Civico “A. Parazzi”, con l’obiettivo di riorganizzare i contenuti secondo una narrazione più chiara, coerente e accessibile, capace di dialogare con l’impianto storico del museo e, al tempo stesso, di avvicinarsi ai linguaggi del museo contemporaneo. 

Il progetto ha interessato sia gli spazi espositivi sia gli apparati grafici e comunicativi, integrando soluzioni analogiche e multimediali per accompagnare il visitatore lungo un racconto che mette in relazione il territorio, le collezioni e la figura di Antonio Parazzi. 

1- Restyling degli spazi e identità visiva 

Il nuovo percorso prende forma attraverso un restyling cromatico della parete introduttiva, studiato per caratterizzare la sezione archeologica e migliorare la leggibilità dei reperti, creando un’atmosfera riconoscibile e coerente lungo l’itinerario. 

La ridefinizione della disposizione delle mensole a parete ha permesso una presentazione più ordinata e funzionale dei materiali, favorendo una scansione cronologica più chiara e una migliore fruizione da parte di pubblici differenti. 
All’interno dello spazio, una scritta dipinta direttamente sulla parete svolge una funzione narrativa e orientativa, introducendo il percorso di visita. 

2 – Valorizzazione delle collezioni e delle vetrine storiche 

Particolare attenzione è stata riservata alle vetrine storiche, elemento identitario del museo, che sono state valorizzate attraverso l’inserimento di tre pannelli introduttivi dedicati alle collezioni egizia, etrusca e greca. 
I pannelli forniscono un inquadramento storico e culturale dei materiali esposti, facilitando la comprensione del contesto di provenienza e del valore delle raccolte. 

Per migliorare la fruizione visiva e ridurre le interferenze percettive, è stata inoltre applicata una pellicola opaca nella parte inferiore delle vetrine, contribuendo a concentrare l’attenzione sui reperti e a rendere l’esposizione più leggibile. 

3- Apparati grafici e racconto della ricerca archeologica 

Ci siamo occupati della progettazione e realizzazione una serie di apparati grafici e narrativi dedicati alla dimensione della ricerca archeologica e alla figura di Antonio Parazzi, ponendo particolare attenzione al contesto scientifico e culturale in cui il fondatore del museo operò. 

Accanto ai contenuti testuali e iconografici, sono stati realizzati tre quadretti con immagini generate tramite AI raffiguranti alcuni dei principali studiosi con cui Parazzi intrattenne rapporti scientifici (Pellegrino Strobel, Luigi Pigorini e Gaetano Chierici) con l’obiettivo di restituire visivamente la rete di relazioni intellettuali che caratterizzò il suo lavoro e di sottolineare il dialogo costante con la comunità scientifica nazionale ed europea. 

A completamento di questo racconto, abbiamo curato la realizzazione di un filmato di approfondimento, riprodotto su uno schermo integrato nella parete del percorso espositivo, interamente dedicato alla figura di Antonio Parazzi. 
Il video accompagna il visitatore alla scoperta della sua vita e delle sue molteplici attività, ripercorrendone le principali imprese scientifiche, l’impegno nella ricerca sul campo e il ruolo centrale nella fondazione del museo. 

4- Multimedialità e connessioni territoriali 

Il nuovo percorso allestitivo è arricchito da una proiezione animata su parete, pensata come strumento di sintesi e approfondimento. 
La proiezione evidenzia le aree di scavo condotte da Antonio Parazzi nel territorio e mette in relazione tali siti con i reperti provenienti da altre aree d’Italia, creando un ponte visivo tra il contesto locale e il più ampio panorama archeologico nazionale. L’apparato multimediale accompagna il visitatore in una lettura dinamica delle collezioni, rafforzando l’idea del museo come luogo di conoscenza in continua evoluzione, capace di connettere passato e presente. 

Ultimi aggiornamenti

Il nuovo percorso allestitivo della sezione archeologica del Museo Civico “A. Parazzi” è stato inaugurato sabato 30 novembre, con una cerimonia aperta alla cittadinanza. 

All’evento hanno partecipato le autorità cittadine, i rappresentanti della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Cremona, Lodi e Mantova e il team di progetto. Dopo i saluti istituzionali del Sindaco di Viadana Nicola Cavatorta, dell’Assessore alla Cultura Rossella Bacchi e di Daniela Sogliani, Direttore del MuVi e del Museo, il progetto di riallestimento è stato illustrato dal Conservatore Gianluca Mete e dal team di MetaHeritage, con un approfondimento sulle scelte allestitive e narrative adottate per la sezione archeologica. 

Cippi di Bene Vagienna (CN)

“Cippi di Bene Vagienna” – Museo Civico Archeologico di Bene Vagienna (CN) -NoReal, Torino

L’applicazione interattiva touch screen è dedicata ai “Cippi di Bene Vagienna”, ovvero delle piccole colonne di pietra erette come monumenti funerari databili intorno ai primi decenni del I secolo d.C. La sezione dove è contenuto il totem, è nata in occasione del riallestimento del MAB – Museo Civico Archeologico di Bene Vagienna (CN) compiuto da NoReal di Torino.

L’azienda piemontese si è avvalsa della nostra professionalità per la coprogettazione di un totem interattivo in cui vengono evidenziate le iscrizioni incise sui cippi funerari esposti nel percorso museale. Le scritte antiche, infatti, vengono illuminate di bianco se viene sfiorato lo schermo; al contrario, se il monitor non viene toccato, è possibile vedere una fotografia frontale del cippo senza interazione.

Grazie all’applicativo interattivo touch screen realizzato per la sezione dedicata ai cippi funerari esposti al Museo Archeologico di Bene Vagienna, il visitatore può ammirare le scritte antiche nella loro completezza sfiorando lo schermo in cui queste vengono riprodotte. Un percorso museale diverso, per coinvolgere gli utenti e garantire che i reperti storico-artistici non vengano danneggiati.

Vaso Borraccia della Necropoli di Salò

Vaso Borraccia della Necropoli di Salò – Museo archeologico della Valle Sabbia, Gavardo (BS)

Nell’ambito di un generale riallestimento della sezione Romana del Museo Archeologico della Valle Sabbia, a Gavardo (BS), è stato realizzato un totem interattivo destinato agli schermi touch screen integrati nella vetrina espositiva del Vaso Borraccia della Necropoli del Lugone di Salò (BS).

Toccando le parti evidenziate della foto di una delle facce del vaso, il visitatore è in grado di ottenere sia informazioni dettagliate riguardo l’allegoria figurata, sia contributi multimediali extra. Lo schermo, posizionato vicino al reperto, consente quindi di creare una relazione fra quest’ultimo e il visitatore, il quale viene coinvolto grazie al facile utilizzo del sistema e al basso impegno cognitivo richiesto. Un autentico esempio di interaction design per i Beni Culturali e di progresso nella museografia.

Supporto espositivo e postazione multimediale realizzata dalla Fondazione Piero Simoni  – Museo Archeologico della Valle Sabbia grazie a un progetto del Gruppo Grotte Gavardo con il contributo economico della Cassa Rurale Giudicarie Valsabbia Paganella, nell’ambito di un generale riallestimento della Sezione Romana in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le Province di Bergamo e Brescia  grazie al contributo di Regione Lombardia.

Progetto Tutti al Museo

Progetto Tutti al Museo

Nell’ambito del bando “Innovacultura – Sostegno all’innovazione dell’offerta culturale lombarda” nato dalle collaborazioni tra la Regione Lombardia, il Sistema Camerale Lombardo e la Fondazione Cariplo, il Museo Archeologico Platina si è dotato di alcuni strumenti volti a facilitare l’accessibilità e la fruizione della collezione museale da parte di bambini in età prescolare o con difficoltà cognitive, quali dislessia o lievi disturbi dello spettro autistico, siano essi inseriti in gruppi classe o in visita con la propria famiglia.

A questo scopo, abbiamo realizzato per il Museo una ricostruzione digitale del territorio di Piadena in grado di mettere in mostra il ricco patrimonio archeologico del Piadenese. La ricostruzione 3D è stata successivamente proiettata sulla mappa a pavimento della Sala del Territorio, potendo essere comandata da uno schermo touch posto nelle vicinanze. 

Lo scopo di questo lavoro è stato consentire a chiunque, grandi e piccoli, di comprendere meglio sia le trasformazioni ambientali avvenute nel corso del tempo, sia la ricchezza culturale-artistica del Museo.

 

Abbiamo inoltre realizzato due ricostruzioni digitali, un villaggio neolitico e un abitato palafitticolo, in cui potersi muovere attraverso l’utilizzo di un touchscreen. Per maggiori informazioni, cliccate il riquadro corrispondente.

VILLAGGIO NEOLITICO ABITATO PALAFITTICOLO

Piroga del Museo di Piadena

Piroga del Museo di Piadena

Sabato 9 aprile 2016, alla presenza di Filippo Maria Gambari, soprintendente archeologo, di Barbara Grassi, direttrice del Laboratorio di Restauro, e di Marco Baioni, conservatore del Museo di Piadena, è stata inaugurata la sezione delle piroghe.

La piroga è un’imbarcazione a remi o a vela usata dalle popolazioni indigene, il più delle volte scavata in un tronco d’albero o prodotta con cortecce d’alberi e pelli che vengono legate insieme.  

Per questa occasione, noi di 7emezzo.biz abbiamo realizzato un totem interattivo che permette la navigazione tra i vari rinvenimenti delle piroghe dell’Oglio, corredati da schede informative e immagini relative al contesto di rinvenimento, il filmato del trasporto del reperto e la scansione 3D interrogabile.

Grazie all’interfaccia intuitiva e user-friendly, diamo al visitatore la possibilità di entrare in contatto con la vita delle popolazioni primitive e le loro tradizioni in maniera semplice e dilettevole.

Il totem touch screen diventa così una soluzione museale ottimale sia per coinvolgere i visitatori, sia per consentire loro di conoscere, esplorare e approfondire.

Back to the roots – Videogame

Back to the roots – Alle radici del cibo

In occasione della mostra tematica “Alle radici del cibo”, ovvero un percorso espositivo basato sul tema dell’alimentazione al tempo delle palafitte, abbiamo progettato e sviluppato “Back to the roots”, un videogioco tipo “memory” per totem touch screen.

Il videogioco è stato poi installato – in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia della Lombardia e la Rete Ma-net – in tutti i musei che hanno aderito all’iniziativa, ovvero i musei archeologici della Lombardia orientale che conservano oggi materiali provenienti dagli abitati palafitticoli iscritti nel sito seriale transnazionale UNESCO “Siti palafitticoli preistorici dell’arco alpino”.

L’obiettivo del videogioco è quello di individuare le coppie degli oggetti nascosti, cliccando con il dito sulle caselle corrispondenti. Per iniziare la prova di memoria visiva è necessario prima individuare il proprio livello di difficoltà, dal più facile (1) al più difficile (4). Una volta pronti, il gioco inizia mentre il numero delle mosse consentite per scoprire le coppie uguali scende. Al termine del gioco, per effettuare un altro test è necessario cliccare di nuovo il pulsante che stabilisce il livello di difficoltà.

Il videogioco scelto (memory) e il supporto utilizzato (totem touch screen) sono elementi fondanti del successo di quest’applicazione museale: coinvolgono sia grandi che piccini, riportando alla mente ricordi del passato adolescenziale ai primi, ma soprattutto aiutando i secondi a comprendere e approfondire in maniera divertente la tematica della mostra in questione.

L’iniziativa è stata finanziata attraverso il progetto “Musei delle palafitte per EXPO 2015”, come azione condivisa nell’ambito del “Progetto di Musealizzazione e Valorizzazione del Sito Archeologico Lago Lucone”, capofila Comune di Polpenazze del Garda (BS), finanziato da Regione Lombardia.

Con il finanziamento di Regione Lombardia; con il supporto amministrativo del Comune di Polpenazze del Garda; con il Patrocinio di EXPO 2015 – Padiglione Italia.

Lo scavo per tutti

Lo scavo per tutti

L’applicazione “Lo scavo per tutti” è stata creata come supporto alle attività didattiche che si tengono durante lo scavo delle palafitte a Lucone di Polpenazze del Garda (BS), diretto dal Museo Archeologico Valle Sabbia di Gavardo. Il progetto è nato in collaborazione con GEB Archeologia srl.

L’applicazione permette di esplorare le fasi del sito intraprendendo digitalmente le varie attività dell’archeologo, come il disegno dei reperti, la campagna fotografica dei vari ritrovamenti e la schedatura dei materiali. Al termine della prima fase d’indagine virtuale segue quella di interpretazione e ricostruzione in 3D delle fasi di vita del terreno.

Per saperne di più e seguire in diretta gli aggiornamenti sugli scavi archeologici del sito di Lucone di Polpenazze, cliccate i seguenti approfondimenti.

scavi al lucone MUSEO MAVS SCHEDA UNESCO - Abitazioni preistoriche in lEGNO

Le immagini del sito archeologico sono tratte dalla pagina del Museo MAVS.