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Allestimento museale – Museo Civico A. Parazzi – Viadana (MN)

Siamo lieti di annunciare la nostra collaborazione al progetto di rinnovamento dell’allestimento del Museo Civico “A. Parazzi” di Viadana, un intervento realizzato con il contributo di Regione Lombardia – Avviso Unico Cultura 2024. 

Il progetto, sviluppato sotto l’egida autorizzativa della SABAP, ha coinvolto un gruppo multidisciplinare composto dal Conservatore Gianluca Mete, Manuela Amadasi (Kleio snc) e MetaHeritage, chiamata a curare il concept allestitivo, la progettazione grafica e comunicativa e l’integrazione di apparati visivi e multimediali. 

L’obiettivo condiviso è stato quello di raccontare il passato proiettandolo verso il futuro, rinnovando il linguaggio espositivo del museo e valorizzando in particolare la figura del suo fondatore, Antonio Parazzi, senza tradire l’identità storica dell’istituzione. 

Il Museo Civico “A. Parazzi” e il suo fondatore

Il Museo Civico “A. Parazzi” è un museo storico, artistico e archeologico che ha sede, dal 2007, in un complesso dei primi del Novecento completamente restaurato. Fa parte del MuVi, centro polifunzionale che ospita numerose istituzioni culturali cittadine, tra cui la Biblioteca comunale, la Galleria d’arte, il Museo della città, la Fototeca e la Fondazione Ponchiroli.  L’itinerario espositivo si apre con una tomba dell’Età del Rame rinvenuta a Remedello (BS) e dedica ampio spazio agli insediamenti terramaricoli dell’Età del Bronzo (Casale Zaffanella, Cogozzo, Sabbioneta). Seguono una sezione dell’Età del Ferro e una ricca raccolta di materiali di età romana provenienti dal basso corso dell’Oglio. 
La parte archeologica è completata dalle collezioni egizia, etrusca, greca e magnogreca, affiancate da sezioni mineralogiche, paleontologiche, artistiche e numismatiche, fino alla pinacoteca della scuola pittorica viadanese. 

Antonio Parazzi (1823–1899) 

Antonio Parazzi fu sacerdote, studioso, storico e archeologo, nonché figura centrale della vita civile viadanese, in dialogo con i maggiori studiosi del suo tempo. A partire dagli anni Settanta dell’Ottocento si dedicò con metodo allo studio della paletnologia, conducendo scavi in numerosi siti dell’Età del Bronzo e costruendo una rete di relazioni scientifiche con personalità come Gaetano Chierici, Luigi Pigorini e Pellegrino Strobel. Nel 1880 fondò il Museo di Antichità e Belle Arti di Viadana, concependolo come un luogo di studio ma anche come una scuola aperta alla comunità, capace di contribuire al progresso civile attraverso la conoscenza. Il museo attuale è l’erede diretto di questa visione. 

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IL NOSTRO INTERVENTO

Il nostro intervento ha riguardato la progettazione e la realizzazione del nuovo percorso allestitivo della sezione archeologica del Museo Civico “A. Parazzi”, con l’obiettivo di riorganizzare i contenuti secondo una narrazione più chiara, coerente e accessibile, capace di dialogare con l’impianto storico del museo e, al tempo stesso, di avvicinarsi ai linguaggi del museo contemporaneo. 

Il progetto ha interessato sia gli spazi espositivi sia gli apparati grafici e comunicativi, integrando soluzioni analogiche e multimediali per accompagnare il visitatore lungo un racconto che mette in relazione il territorio, le collezioni e la figura di Antonio Parazzi. 

1- Restyling degli spazi e identità visiva 

Il nuovo percorso prende forma attraverso un restyling cromatico della parete introduttiva, studiato per caratterizzare la sezione archeologica e migliorare la leggibilità dei reperti, creando un’atmosfera riconoscibile e coerente lungo l’itinerario. 

La ridefinizione della disposizione delle mensole a parete ha permesso una presentazione più ordinata e funzionale dei materiali, favorendo una scansione cronologica più chiara e una migliore fruizione da parte di pubblici differenti. 
All’interno dello spazio, una scritta dipinta direttamente sulla parete svolge una funzione narrativa e orientativa, introducendo il percorso di visita. 

2 – Valorizzazione delle collezioni e delle vetrine storiche 

Particolare attenzione è stata riservata alle vetrine storiche, elemento identitario del museo, che sono state valorizzate attraverso l’inserimento di tre pannelli introduttivi dedicati alle collezioni egizia, etrusca e greca. 
I pannelli forniscono un inquadramento storico e culturale dei materiali esposti, facilitando la comprensione del contesto di provenienza e del valore delle raccolte. 

Per migliorare la fruizione visiva e ridurre le interferenze percettive, è stata inoltre applicata una pellicola opaca nella parte inferiore delle vetrine, contribuendo a concentrare l’attenzione sui reperti e a rendere l’esposizione più leggibile. 

3- Apparati grafici e racconto della ricerca archeologica 

Ci siamo occupati della progettazione e realizzazione una serie di apparati grafici e narrativi dedicati alla dimensione della ricerca archeologica e alla figura di Antonio Parazzi, ponendo particolare attenzione al contesto scientifico e culturale in cui il fondatore del museo operò. 

Accanto ai contenuti testuali e iconografici, sono stati realizzati tre quadretti con immagini generate tramite AI raffiguranti alcuni dei principali studiosi con cui Parazzi intrattenne rapporti scientifici (Pellegrino Strobel, Luigi Pigorini e Gaetano Chierici) con l’obiettivo di restituire visivamente la rete di relazioni intellettuali che caratterizzò il suo lavoro e di sottolineare il dialogo costante con la comunità scientifica nazionale ed europea. 

A completamento di questo racconto, abbiamo curato la realizzazione di un filmato di approfondimento, riprodotto su uno schermo integrato nella parete del percorso espositivo, interamente dedicato alla figura di Antonio Parazzi. 
Il video accompagna il visitatore alla scoperta della sua vita e delle sue molteplici attività, ripercorrendone le principali imprese scientifiche, l’impegno nella ricerca sul campo e il ruolo centrale nella fondazione del museo. 

4- Multimedialità e connessioni territoriali 

Il nuovo percorso allestitivo è arricchito da una proiezione animata su parete, pensata come strumento di sintesi e approfondimento. 
La proiezione evidenzia le aree di scavo condotte da Antonio Parazzi nel territorio e mette in relazione tali siti con i reperti provenienti da altre aree d’Italia, creando un ponte visivo tra il contesto locale e il più ampio panorama archeologico nazionale. L’apparato multimediale accompagna il visitatore in una lettura dinamica delle collezioni, rafforzando l’idea del museo come luogo di conoscenza in continua evoluzione, capace di connettere passato e presente. 

Ultimi aggiornamenti

Il nuovo percorso allestitivo della sezione archeologica del Museo Civico “A. Parazzi” è stato inaugurato sabato 30 novembre, con una cerimonia aperta alla cittadinanza. 

All’evento hanno partecipato le autorità cittadine, i rappresentanti della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Cremona, Lodi e Mantova e il team di progetto. Dopo i saluti istituzionali del Sindaco di Viadana Nicola Cavatorta, dell’Assessore alla Cultura Rossella Bacchi e di Daniela Sogliani, Direttore del MuVi e del Museo, il progetto di riallestimento è stato illustrato dal Conservatore Gianluca Mete e dal team di MetaHeritage, con un approfondimento sulle scelte allestitive e narrative adottate per la sezione archeologica. 

Digital Heritage 2025 – Siena

Tra l’8 e il 13 settembre 2025 abbiamo partecipato come espositori a Digital Heritage 2025 (DH25), il World Congress & Expo dedicato alle più avanzate applicazioni teoriche e operative del digitale nel campo del patrimonio culturale. La nostra presenza si è concretizzata con l’installazione A.R.M. – Accessibilità per i Relitti in Mare, frutto di un percorso di ricerca sul patrimonio subacqueo e sulle nuove forme di restituzione accessibile dei dati scientifici. 

La partecipazione a DH25 ha rappresentato un momento strategico di confronto internazionale, non solo per condividere i risultati della sperimentazione condotta nel Mar Ligure, ma anche per discutere un modello metodologico replicabile che integra rilievo digitale avanzato, certificazione dei dati e dispositivi museali inclusivi. In questo contesto, l’installazione A.R.M. è stata accompagnata da un pitch pubblico, durante il quale abbiamo presentato la ricerca sulla rilevazione del patrimonio sommerso e un supporto innovativo per rendere accessibili a un pubblico ampio e diversificato i risultati della ricerca scientifica (VERSUS). 

Digital Heritage 2025

Digital Heritage 2025 si è svolto a Siena, presso il complesso di San Niccolò, riunendo alcune delle più importanti organizzazioni scientifiche, università, istituzioni culturali e realtà tecnologiche attive nel settore del patrimonio culturale digitale. 

Giunto alla sua quarta edizione, DH25 si conferma come un evento di riferimento internazionale per la ricerca e l’innovazione nel campo dei beni culturali, grazie a un formato che integra: 

  • una conferenza scientifica con call for papers unica e revisione coordinata; 
  • un’ampia area Expo dedicata a progetti, installazioni e prototipi; 
  • workshop, tutorial e momenti di confronto sulle politiche culturali digitali. 

Tutti i contributi presentati saranno pubblicati in Open Access con Eurographics e indicizzati nei principali database scientifici internazionali. All’interno di questo quadro, la Digital Heritage Expo ha rappresentato uno spazio privilegiato per mostrare applicazioni concrete e trasferibili della ricerca, capaci di coniugare rigore scientifico, innovazione tecnologica e impatto sociale. 

Scopri di più su DH25!

A.R.M.: una ricerca sul patrimonio subacqueo orientata all’accesso 

La partecipazione a DH25 è stata l’occasione per presentare A.R.M. – Accessibilità per i Relitti in Mare, un percorso di ricerca che nasce con l’obiettivo di esplorare modalità innovative di documentazione, certificazione e restituzione del patrimonio culturale sommerso. 

Il progetto affronta una criticità strutturale dell’archeologia subacquea: la difficoltà di rendere fruibili relitti e siti sommersi, accessibili solo a una ristretta cerchia di specialisti. A.R.M. propone un cambio di prospettiva, in cui il digitale non è solo strumento di acquisizione, ma diventa ponte tra ricerca scientifica e pubblico, anche non specializzato. 

L’acronimo A.R.M. richiama simbolicamente un braccio che si tende verso ciò che è lontano e irraggiungibile, trasformando la distanza fisica in esperienza conoscitiva. 

IL NOSTRO INTERVENTO

1- La sperimentazione subacquea: rilievo, modellazione e certificazione 

La ricerca presentata a DH25 si basa su una sperimentazione condotta nel Mar Ligure, focalizzata sul relitto del Mohawk Deer, mercantile canadese affondato nel 1967 e oggi parte integrante dell’ecosistema dell’Area Marina Protetta di Portofino. 

La documentazione è stata effettuata mediante ROV (Remotely Operated Vehicle) dotati di camere ad alta risoluzione, sistemi di illuminazione regolabile e sensori. Il rilievo fotogrammetrico è avvenuto senza immersioni dirette da parte di persone, anche in condizioni ambientali critiche, consentendo l’acquisizione di dati di elevata qualità in totale sicurezza e senza l’ausilio di personale subacqueo.  

I dati raccolti sono stati elaborati con software professionali di fotogrammetria per generare modelli 3D texturizzati ad alta fedeltà, idonei a visualizzazioni scientifiche, applicazioni museali e didattiche, stampa 3D e restituzioni tattili. 

Un elemento distintivo della ricerca è stata la notarizzazione blockchain dei contenuti digitali, realizzata in collaborazione con TIM e con il supporto dell’Università di Genova. Video e modelli 3D sono stati certificati tramite hash crittografico, garantendo tracciabilità, autenticità e integrità nel lungo periodo e ponendo le basi per archivi digitali culturali sicuri e condivisi. 

2 – L’installazione espositiva: dal dato scientifico all’esperienza inclusiva 

All’interno della Digital Heritage Expo 2025, la ricerca A.R.M. è stata restituita attraverso un’installazione fisica e multisensoriale, progettata secondo principi di accessibilità universale. 

L’allestimento comprendeva: 

  • un supporto metallico ergonomico (altezza inferiore a 75 cm), adatto anche a persone con disabilità motorie; 
  • un plastico 3D tattile del relitto Mohawk Deer; 
  • una pianta del relitto in rilievo, affiancata da una legenda in Braille delle principali componenti; 
  • un pannello divulgativo sulla storia del relitto, le sue caratteristiche strutturali e l’ecosistema marino; 
  • testi in Easy to Read, pensati per persone con disabilità cognitive; 
  • un monitor video con il racconto della campagna di scansione subacquea e del processo di realizzazione dell’installazione. 

L’obiettivo non era semplicemente mostrare un relitto, ma trasformare un bene sommerso in un’esperienza culturale accessibile, stratificata e replicabile, capace di parlare a pubblici diversi per età, competenze e abilità. 

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Il pitch a DH25: ricerca subacquea e VERSUS 

Durante DH25 abbiamo inoltre tenuto un pitch pubblico, in cui abbiamo presentato la ricerca sulla rilevazione digitale del patrimonio subacqueo e il sistema VERSUS come supporto innovativo per la restituzione dei risultati scientifici. 

VERSUS è un dispositivo museale modulare e adattivo, progettato per abbattere barriere fisiche, sensoriali, cognitive e linguistiche. Integrando modelli 3D, plastici tattili, testi semplificati e supporti ergonomici, consente di trasportare l’esperienza subacquea “a terra”, rendendola fruibile anche a chi non può accedere direttamente ai siti sommersi, con modalità inclusive anche dal punto di vista linguistico. 

In questo senso, A.R.M. e VERSUS dialogano come ricerca e strumento: il primo produce dati certificati e contenuti di alta qualità, il secondo li trasforma in esperienze culturali realmente inclusive. 

Percorso tattile – Casa Mazzini, Museo del Risorgimento – Genova

Siamo lieti di annunciare che abbiamo collaborato con il Museo del Risorgimento – Casa Mazzini di Genova alla realizzazione di un intervento dedicato all’accessibilità dei contenuti legati all’Inno di Mameli, in relazione all’apertura della nuova Sala dell’Inno, spazio immersivo dedicato al Canto degli Italiani di Goffredo Mameli. 

Il progetto si inserisce all’interno del più ampio percorso di rinnovamento del Museo, reso possibile grazie al sostegno di Fondazione Carige e Fondazione Compagnia di San Paoloe nasce dalla volontà condivisa di affiancare all’esperienza immersiva una soluzione capace di garantire una fruizione alternativa, autonoma e inclusiva, rivolta in particolare alle persone con disabilità sensoriali, motorie e cognitive. 

In questo contesto, abbiamo progettato e installato Versus, il nostro sistema modulabile per l’inclusività museale, con l’obiettivo di garantire un’esperienza di fruizione autonoma, accessibile e multisensoriale, anche per le persone che non possono accedere pienamente ai contenuti audio e/o visivi della nuova sala immersiva. 

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Museo del Risorgimento – Casa Mazzini, GENOVA

Inaugurato il 5 maggio 1915 in Palazzo Bianco e dal 1934 ospitato nella casa natale di Giuseppe Mazzini, il Museo del Risorgimento di Genova conserva ed espone uno dei più importanti patrimoni storici e artistici dedicati al Risorgimento italiano. 

Il percorso espositivo racconta le vicende che hanno condotto all’Unità d’Italia, dalla rivolta genovese anti-austriaca del 1746 fino all’inaugurazione del Monumento ai Mille di Quarto nel 1915, attraversando oltre due secoli di storia. 

Il Museo custodisce dipinti, stampe, manifesti, sculture, documenti, fotografie, divise, armi, bandiere e cimeli che coprono un arco temporale che va dal XVIII secolo fino al secondo conflitto mondiale e alla Liberazione. 

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IL NOSTRO INTERVENTO

L’installazione di Versus è collocata immediatamente all’esterno della nuova Sala dell’Inno immersiva e svolge una duplice funzione: da un lato prepara il visitatore all’ingresso nello spazio, dall’altro consente la fruizione dei contenuti anche a chi non può accedere pienamente all’esperienza audio e/o visiva della sala. Si configura dunque come un dispositivo di mediazione che affianca l’esperienza immersiva della Sala dell’Inno. 

1- Tavolo accessibile 

La base dell’intervento è un tavolo su misura, progettato con un’altezza di 75 cm, scelta che consente l’utilizzo da parte di persone con disabilità motorie e bambini. Le dimensioni e l’ergonomia sono state studiate per favorire una relazione diretta e non mediata con i contenuti, garantendo autonomia durante l’esplorazione. 

2 –  Componenti in Braille 

Sul piano del tavolo è presente una stampa dell’Inno di Mameli, concepita come supporto multisensoriale. Alcune parti del testo sono realizzate in rilievo, permettendo una lettura tattile che affianca quella visiva. I passaggi più significativi dell’Inno sono stati selezionati e messi in evidenza per accompagnare il visitatore nella comprensione del testo e del suo valore simbolico. Si tratta di un approccio che privilegia la chiarezza e l’orientamento percettivo. 

Oltre ad alcuni passaggi del testo originale, è presente una sintesi dedicata ai contenuti e al significato dell’Inno, tradotta e resa disponibile in braille italiano e inglese. Questa scelta risponde alla necessità di garantire l’accesso alle persone cieche e ipovedenti, senza rinunciare a una dimensione internazionale della narrazione, abbattendo così anche le barriere linguistiche. 

L’installazione integra, inoltre, un QR Code con indicazioni in braille, che rimandano a contenuti audio dedicati. Questo livello digitale amplia ulteriormente le modalità di fruizione, permettendo un ascolto individuale e personalizzato dei materiali. 

3- Video di approfondimento sottotitolato 

Abbiamo realizzato un video di approfondimento fruibile attraverso uno schermo posizionato sul muro in prossimità del supporto in braille, che racconta i contenuti dell’Inno e il suo significato storico e culturale. Il video è dotato di sottotitoli in italiano e in inglese, per garantire accessibilità alle persone sorde e ipoudenti e facilitare la comprensione da parte di un pubblico eterogeneo. 

4- Contenuti in linguaggio Easy to Read 

Particolare attenzione è stata riservata anche alla accessibilità cognitiva. Tutti i contenuti principali dell’inno sono disponibili in versione Easy to Read, in italiano e in inglese: un linguaggio semplificato pensato per persone con disabilità cognitive, fragilità cognitive o difficoltà di comprensione del linguaggio complesso. In questo modo, Versus diventa uno strumento realmente inclusivo, capace di adattarsi a diversi bisogni e livelli di lettura. 

Ultimi aggiornamenti

Il 10 dicembre 2025 abbiamo preso parte all’inaugurazione ufficiale della Sala dell’Inno, svoltasi presso il Museo del Risorgimento. 

La scelta della data è fortemente simbolica: il 10 dicembre 1847 l’Inno di Mameli fu eseguito per la prima volta al Santuario di Oregina, a Genova.  

Durante l’evento sono intervenuti alcuni rappresentanti del Comune di Genova, delle fondazioni finanziatrici e del Museo, sottolineando il valore del progetto in termini di innovazione, accessibilità e capacità di dialogare con pubblici diversi. 

La collaborazione tra MetaHeritage e il Museo del Risorgimento – Casa Mazzini proseguirà in vista del nuovo allestimento complessivo del Museo, previsto per giugno 2026. Nello specifico, contribuiremo allo sviluppo di ulteriori soluzioni accessibili, coerenti con i principi di progettazione inclusiva che hanno guidato l’intervento di Versus.

Palmanova (UD) – Video promozionale

In collaborazione con il Comune di Palmanova e con il supporto tecnico di Effetto Farfalla s.r.l. abbiamo realizzato un video promozionale dell’evento Palma alle armi – 1809 L’assedio con ripresa da terra, con GoPro e da drone.

Palmanova, nel territorio sud-orientale del Friuli-Venezia Giulia, è uno dei più importanti modelli di architettura militare in età moderna, unico esempio di città di fondazione ancora intatta nella propria forma di stella a nove punte. Mirabile esempio di architettura militare rinascimentale, è composta da tre possenti linee difensive, difesa da nove imponenti bastioni e accessibile da tre porte monumentali, Aquileia, Udine, Cividale.

Palma, così era chiamata all’epoca della sua fondazione, baluardo di un’urbanistica geometricamente perfetta, fu edificata a partire dal 1593 dai Veneziani per rafforzare le difese sul territorio friulano contro le scorrerie dei Turchi e le mire espansionistiche degli Asburgo. Cessato il potere della Serenissima, nel 1797, il possesso fu conteso da Austriaci e Francesi sino al 1866, anno in cui fu annessa al Regno d’Italia.

Porta Udine
Bastione e fossato
Lunetta Napoleonica

La prima (1593-1623) e la seconda (1658-1690) cerchia di mura vennero progettate e costruite della Repubblica di Venezia. Durante il periodo veneto la fortezza fu dotata quindi di due cerchie di fortificazioni con cortine, bastioni, baluardi, fossato e rivellini che resero Palmanova impenetrabile per quasi due secoli.

La terza cerchia, la più esterna, venne iniziata dal 1806 per volere di Napoleone Bonaparte, che prese il controllo di Palmanova dopo circa un decennio di dominio austriaco. Al periodo francese risalgono le nove lunette dotate di gallerie sotterranee; la fortezza, nel suo nuovo e definitivo assetto, resistette a due assedi posti dagli Austriaci nel 1809 e nel 1813

Scopri di più sulla Fortezza di Palmanova

Nel 1960 la fortezza di Palmanova viene dichiarata Monumento Nazionale e dal 9 luglio 2017 è entrata a far parte del patrimonio dell’umanità UNESCO, nel sito seriale transnazionale “Opere di difesa veneziane tra XVI e XVII secolo: Stato da Terra-Stato da Mar occidentale”.

VIDEO PROMOZIONALE

Durante l’evento Palma alle armi – 1809 L’assedio sono state effettuate delle riprese di entrambe le giornate con drone e GoPro, per la realizzazione di un video promozionale.

Palma alle armi – 1809 L’assedio

Nei giorni 4 e 5 settembre 2021 siamo stati presenti alla Rievocazione storica Napoleonica organizzata presso l’area del bastione Garzoni e la cortina nei pressi di Porta Cividale di Palmanova.

Palma alle armi – 1809 L’assedio” è il più grande evento rievocativo napoleonico organizzato in Italia e ha visto quest’anno la partecipazione di quasi 500 i rievocatori in abiti e armi storiche, provenienti da Italia ed Europa. Un vero e proprio percorso didattico nell’arte militare del periodo napoleonico, tra moschetti, artiglierie, armi bianche e addestramenti alla scoperta della vita degli ufficiali, della truppa e del cantiniere.

Nel 1809 per la prima volta Palma è cinta d’assedio. “Palma alle Armi 1809 L’Assedio” rievoca questo episodio, quando la fortezza fu bloccata dalle truppe austriache a seguito della ritirata dell’armata franco-italiana verso il Tagliamento e l’Adige. Per un mese, nella primavera di quell’anno, Palma fu bloccata e bombardata fino alla sua liberazione: la fine delle ostilità fu firmata nell’ottobre del 1809.  

Grazie a una precisa ricostruzione è stato allestito un intero accampamento militare, la cucina da campo con la preparazione dei piatti del soldato, la produzione delle cartucce, i doveri dei soldati e i canti dell’epoca.

Virtual Tour del Castello Sforzesco e Civico Museo Archeologico di Milano

360 degree image archaeological museum

Sono stati prodotti i Virtual Tour (VRTour) del Museo degli Strumenti Musicali presso il Castello Sforzesco, con sottofondo musicale, introduttivo alle visite virtuali in streaming e di tutte le sezioni del Civico Museo Archeologico di Milano.

Incaricati dai Musei dell’Area Soprintendenza Castello, Musei Archeologici e Musei Storici del Comune di Milano, abbiamo realizzato Virtual Tour (VRTour) e video a supporto delle attività divulgative e didattiche. 

Due video da drone del Castello Sforzesco, entrambi comprensivi di riprese ad alta risoluzione e montaggio e della durata di circa 10-15 minuti, offrono la possibilità di ammirare il complesso da una prospettiva unica e privilegiata. Il primo mostra la struttura esterna del Castello, presentata secondo un preciso ordine topografico, senza sonoro, per permetterne un utilizzo come supporto didattico, anche da parte di guide. Un  secondo video offre invece una panoramica degli highlights del Museo d’Arte Antica, partendo dagli ambienti significativi di epoca sforzesca tra cui la Sala delle Asse, attualmente chiusa al pubblico per restauri e quindi non visitabile fisicamente, la Sala dei Ducali, la Sala delle Colombine e la Cappella Ducale.

Le sezioni Preistorica ed Egizia sono ospitate invece presso le Sale Viscontee del Castello Sforzesco. Il castello, oltre che contenere ambienti unici per rilevanza storica e artistica, ospita diverse realtà museali, archivi, raccolte e biblioteche. L’ambiente più illustre del castello è sicuramente la leonardesca Sala delle Asse, le cui splendide decorazioni pittoriche di fine 1400, che con un effetto trompe-l’oeil simulano un pergolato coperto da intrecci vegetali e gelsi lungo tutta la volta, sono tornate alla luce agli inizi del Novecento.

Scopri di più sul Castello Sforzesco di Milano

Il Civico Museo Archeologico di Milano ha sede nell’ex-convento del Monastero maggiore di San Maurizio, dove tra le sale espositive e il chiostro, in cui sono esposte svariate stele funerarie romane e dal quale si possono ammirare i resti di un’antica villa romana e le due torri d’epoca medievale dell’ex-monastero, si trovano le collezioni Greca, Etrusca, Romana, Altomedievale, Cesarea Marittima e Gandhara. 

Scopri di più sul Civico Museo Archeologico di Milano 

VIRTUAL TOUR

Il virtual tour è uno strumento di comunicazione di forte impatto emotivo che consente di creare percorsi di immagini da esplorare, permette una visita virtuale di un luogo esistente tramite la visualizzazione di immagini panoramiche da device mobile. Grazie all’inserimento di icone “hotspot” è possibile approfondire la visita visiva integrandola con contenuti aggiuntivi come testi, immagini ad alta risoluzione e scansioni 3D di oggetti. È un metodo rapido ed economico, ma fotorealistico con possibilità di contenuti aggiuntivi illimitati e aggiornamento in tempi brevissimi. Costituisce un valido supporto didattico, soprattutto quando non è possibile recarsi fisicamente al museo. 

La strumentazione di cui ci siamo avvalsi per fornire il massimo delle prestazioni nel nostro intervento comprende l’uso di una camera sferica Insta360 Pro 2. Questo tipo di camera permette di registrare immagini a 360° a 8K, le riprese vengono convertite in una sfera e quando uno spettatore la riproduce in questo formato, il dispositivo visualizzerà l’area della scena osservata adattandosi in tempo reale mentre lo spettatore si guarda intorno. Dopo l’esportazione della singole foto sferiche, la tecnica di Photo Stitching consente infatti di unire più fotogrammi per ottenere un’unica immagine finale: l’operazione di assemblaggio di un’immagine panoramica consiste nell’identificare dei punti caratteristici, comuni alle coppie di immagini.

All’interno del Virtual Tour (VRTour), sono stati inseriti degli hotspot che permettono di muoversi all’interno e altri in corrispondenza di pezzi o teche significativi per l’esperienza del percorso espositivo, che rimandano a testi esplicativi, che fungono da didascalie, o immagini e video che permettono di visualizzare in alta risoluzione i contenuti che vogliono essere approfonditi. Oltre a testi e immagini abbiamo inserito anche la possibilità di visualizzare le scansioni 3D di alcuni manufatti presenti nel museo, inseriti nella piattaforma Sketchfab.

Progetto: “Sotto il Cielo di Nut. Egitto divino”

In aggiunta ai Virtual Tour (VRTour) delle sezioni permanenti del Civico Museo Archeologico di Milano abbiamo realizzato quello della mostra temporanea “Sotto il Cielo di Nut. Egitto divino”, ospitata tra marzo 2020 e aprile 2021 presso il museo. Il tour permette di spostarsi nel percorso espositivo utilizzando una vista a 360 gradi,  avvicinandosi alle teche e ai pezzi esposti grazie al buon livello di precisione raggiunto dallo zoom. Anche in questo caso sono stati inseriti dei pulsanti aggiuntivi che, integrano contenuti come fotografie ad alta risoluzione e scansioni 3D dei pezzi esposti, fornendo maggiore chiarezza al visitatore virtuale. 

Scopri i Virtual Tour del Civico Museo Archeologico di Milano

video

Per le riprese ad alta definizione che compongono il filmato degli ambienti esterni e interni del Castello Sforzesco abbiamo utilizzato una camera professionale URSA Mini 4.6K, una videocamera dalla tecnologia avanzata usata come standard per le produzioni di film cinematografici, servendoci di slider per le riprese in slow motion e still life in movimento.

Per le riprese da drone drone abbiamo utilizzato un drone Mavic Pro e i filmati prodotti sono stati esportati e rielaborati in un processo di post-produzione comprendente color correction e montaggio in un unico filmato.

Bedriacum 85 d.C. – Trailer (2015)

Bedriacum 85 d.C. – Trailer

Abbiamo realizzato un video trailer del Vicus di Bedriacum (Calvatone – CR), indagato dagli anni ’60 ai giorni nostri.

Il sito è un villaggio di età romana costituito da diverse aree produttive e abitative. Una di queste, la Domus del Labirinto, è stata individuata negli anni ’60 dal Soprintendente M. Mirabella Roberti e scavata dal 2001 al 2006, dall’Università degli Studi di Milano.

Il video prodotto è stato modificato implementando studi e dati nuovi, che hanno permesso una nuova interpretazione delle pareti dei cubicula e dei triclinnii, oltre che dei pavimenti di tutta la struttura.

Il risultato di queste ricerche è stato pubblicato integralmente nel 2008 in DVD “Calvatone-Bedriacum. I nuovi scavi nell’area della Domus del Labirinto (2001-2006), a cura di M.T. GRASSI, Milano 2008″ e nel 2013 nel libro “M.T. GRASSI (a cura di), Calvatone-Bedriacum. I nuovi scavi nell’area della Domus del Labirinto (2001-2006). Mantova 2013″.

Progetto calvatone