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Digital Heritage 2025 – Siena

Tra l’8 e il 13 settembre 2025 abbiamo partecipato come espositori a Digital Heritage 2025 (DH25), il World Congress & Expo dedicato alle più avanzate applicazioni teoriche e operative del digitale nel campo del patrimonio culturale. La nostra presenza si è concretizzata con l’installazione A.R.M. – Accessibilità per i Relitti in Mare, frutto di un percorso di ricerca sul patrimonio subacqueo e sulle nuove forme di restituzione accessibile dei dati scientifici. 

La partecipazione a DH25 ha rappresentato un momento strategico di confronto internazionale, non solo per condividere i risultati della sperimentazione condotta nel Mar Ligure, ma anche per discutere un modello metodologico replicabile che integra rilievo digitale avanzato, certificazione dei dati e dispositivi museali inclusivi. In questo contesto, l’installazione A.R.M. è stata accompagnata da un pitch pubblico, durante il quale abbiamo presentato la ricerca sulla rilevazione del patrimonio sommerso e un supporto innovativo per rendere accessibili a un pubblico ampio e diversificato i risultati della ricerca scientifica (VERSUS). 

Digital Heritage 2025

Digital Heritage 2025 si è svolto a Siena, presso il complesso di San Niccolò, riunendo alcune delle più importanti organizzazioni scientifiche, università, istituzioni culturali e realtà tecnologiche attive nel settore del patrimonio culturale digitale. 

Giunto alla sua quarta edizione, DH25 si conferma come un evento di riferimento internazionale per la ricerca e l’innovazione nel campo dei beni culturali, grazie a un formato che integra: 

  • una conferenza scientifica con call for papers unica e revisione coordinata; 
  • un’ampia area Expo dedicata a progetti, installazioni e prototipi; 
  • workshop, tutorial e momenti di confronto sulle politiche culturali digitali. 

Tutti i contributi presentati saranno pubblicati in Open Access con Eurographics e indicizzati nei principali database scientifici internazionali. All’interno di questo quadro, la Digital Heritage Expo ha rappresentato uno spazio privilegiato per mostrare applicazioni concrete e trasferibili della ricerca, capaci di coniugare rigore scientifico, innovazione tecnologica e impatto sociale. 

Scopri di più su DH25!

A.R.M.: una ricerca sul patrimonio subacqueo orientata all’accesso 

La partecipazione a DH25 è stata l’occasione per presentare A.R.M. – Accessibilità per i Relitti in Mare, un percorso di ricerca che nasce con l’obiettivo di esplorare modalità innovative di documentazione, certificazione e restituzione del patrimonio culturale sommerso. 

Il progetto affronta una criticità strutturale dell’archeologia subacquea: la difficoltà di rendere fruibili relitti e siti sommersi, accessibili solo a una ristretta cerchia di specialisti. A.R.M. propone un cambio di prospettiva, in cui il digitale non è solo strumento di acquisizione, ma diventa ponte tra ricerca scientifica e pubblico, anche non specializzato. 

L’acronimo A.R.M. richiama simbolicamente un braccio che si tende verso ciò che è lontano e irraggiungibile, trasformando la distanza fisica in esperienza conoscitiva. 

IL NOSTRO INTERVENTO

1- La sperimentazione subacquea: rilievo, modellazione e certificazione 

La ricerca presentata a DH25 si basa su una sperimentazione condotta nel Mar Ligure, focalizzata sul relitto del Mohawk Deer, mercantile canadese affondato nel 1967 e oggi parte integrante dell’ecosistema dell’Area Marina Protetta di Portofino. 

La documentazione è stata effettuata mediante ROV (Remotely Operated Vehicle) dotati di camere ad alta risoluzione, sistemi di illuminazione regolabile e sensori. Il rilievo fotogrammetrico è avvenuto senza immersioni dirette da parte di persone, anche in condizioni ambientali critiche, consentendo l’acquisizione di dati di elevata qualità in totale sicurezza e senza l’ausilio di personale subacqueo.  

I dati raccolti sono stati elaborati con software professionali di fotogrammetria per generare modelli 3D texturizzati ad alta fedeltà, idonei a visualizzazioni scientifiche, applicazioni museali e didattiche, stampa 3D e restituzioni tattili. 

Un elemento distintivo della ricerca è stata la notarizzazione blockchain dei contenuti digitali, realizzata in collaborazione con TIM e con il supporto dell’Università di Genova. Video e modelli 3D sono stati certificati tramite hash crittografico, garantendo tracciabilità, autenticità e integrità nel lungo periodo e ponendo le basi per archivi digitali culturali sicuri e condivisi. 

2 – L’installazione espositiva: dal dato scientifico all’esperienza inclusiva 

All’interno della Digital Heritage Expo 2025, la ricerca A.R.M. è stata restituita attraverso un’installazione fisica e multisensoriale, progettata secondo principi di accessibilità universale. 

L’allestimento comprendeva: 

  • un supporto metallico ergonomico (altezza inferiore a 75 cm), adatto anche a persone con disabilità motorie; 
  • un plastico 3D tattile del relitto Mohawk Deer; 
  • una pianta del relitto in rilievo, affiancata da una legenda in Braille delle principali componenti; 
  • un pannello divulgativo sulla storia del relitto, le sue caratteristiche strutturali e l’ecosistema marino; 
  • testi in Easy to Read, pensati per persone con disabilità cognitive; 
  • un monitor video con il racconto della campagna di scansione subacquea e del processo di realizzazione dell’installazione. 

L’obiettivo non era semplicemente mostrare un relitto, ma trasformare un bene sommerso in un’esperienza culturale accessibile, stratificata e replicabile, capace di parlare a pubblici diversi per età, competenze e abilità. 

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Il pitch a DH25: ricerca subacquea e VERSUS 

Durante DH25 abbiamo inoltre tenuto un pitch pubblico, in cui abbiamo presentato la ricerca sulla rilevazione digitale del patrimonio subacqueo e il sistema VERSUS come supporto innovativo per la restituzione dei risultati scientifici. 

VERSUS è un dispositivo museale modulare e adattivo, progettato per abbattere barriere fisiche, sensoriali, cognitive e linguistiche. Integrando modelli 3D, plastici tattili, testi semplificati e supporti ergonomici, consente di trasportare l’esperienza subacquea “a terra”, rendendola fruibile anche a chi non può accedere direttamente ai siti sommersi, con modalità inclusive anche dal punto di vista linguistico. 

In questo senso, A.R.M. e VERSUS dialogano come ricerca e strumento: il primo produce dati certificati e contenuti di alta qualità, il secondo li trasforma in esperienze culturali realmente inclusive. 

Scansione 3D – A.R.M. – Accessibilità per i Relitti in Mare

A.R.M. – Accessibilità per i Relitti in Mare è un percorso di ricerca innovativo che nasce con l’obiettivo di rendere accessibili i beni culturali sommersi, come relitti storici e strutture subacquee, attraverso l’impiego di tecnologie digitali avanzate.

L’acronimo A.R.M richiama simbolicamente un braccio che si tende: un’estensione tecnologica e culturale che si allunga verso le profondità marine per avvicinare ciò che, per natura, è irraggiungibile per la maggior parte delle persone. Un gesto che diventa metafora di inclusione, perché ciò che non può essere visitato fisicamente diventa comunque esperibile, grazie al digitale.

Il progetto prevede l’utilizzo di metodi non invasivi (ROV subacquei) per scansionare i relitti con fotogrammetria, eliminando la necessità di interventi diretti da parte di personale subacqueo specializzato. Il cuore operativo della sperimentazione consiste nell’impiego di un ROV dotato di camere ad alta risoluzione, luci artificiali regolabili e sensori. Il drone, manovrato da remoto dall’imbarcazione, è in grado di eseguire una scansione 3D fotogrammetrica completa del relitto, generando fotografie e sequenze video da diverse angolazioni, anche in condizioni ambientali critiche, come scarsa visibilità.

A.R.M. si propone come un paradigma operativo replicabile: la metodologia può essere adattata ad altri relitti, parchi sommersi, siti archeologici subacquei, strutture fluviali o lacustri. La sua forza sta nell’integrazione tra tecnologia, accessibilità e narrazione, in una logica di sostenibilità culturale e innovazione permanente.

L’intero processo è stato testato in via sperimentale su due relitti situati nel Mar Ligure: il BR 20, aereo militare della Seconda Guerra Mondiale, e il Mohawk Deer, mercantile canadese affondato nel 1967.

i relitti: br 20 e Mohawk Deer

BR 20

Il BR 20 era un bombardiere leggero bimotore utilizzato dalla Regia Aeronautica durante le prime fasi della Seconda Guerra Mondiale. Il relitto, oggi localizzato a circa 47 metri di profondità al largo di Santo Stefano al Mare, affondò nel giugno del 1940, durante una missione verso la costa francese. Dopo essere stato colpito dai caccia nemici, l’aereo fu costretto a un ammaraggio d’emergenza: dei cinque membri dell’equipaggio, sopravvissero solo in due.

Nonostante i decenni trascorsi, la struttura dell’aereo è sorprendentemente ben conservata. Le ali, la fusoliera e parte della cabina risultano ancora riconoscibili, restituendo un’immagine viva e toccante di un episodio drammatico. Il sito è oggi popolato da un vibrante ecosistema marino. Una memoria che si intreccia alla vita, rendendo il BR 20 uno degli esempi più intensi di intersezione tra storia e ambiente.

Mohawk Deer

Il Mohawk Deer fu varato in Canada nel 1896 come mercantile destinato al trasporto transoceanico. Dopo oltre settant’anni di attività, la nave fu dismessa e destinata alla demolizione. Durante il rimorchio verso La Spezia, nel 1967, fu sorpresa da una forte burrasca che ne causò l’affondamento nella Cala degli Inglesi, all’interno dell’area marina protetta di Portofino. La nave si spezzò in due tronconi che oggi giacciono tra i 20 e i 50 metri di profondità.

Lungo quasi 140 metri, il relitto rappresenta una delle più imponenti presenze subacquee del Mar Ligure. Le sue strutture sono ancora chiaramente leggibili: la cabina di comando, le caldaie, le stive. Come il BR 20, anche il Mohawk Deer è divenuto habitat privilegiato per numerose specie marine, che lo trasformano in un vero e proprio ecosistema antropico, dove storia e natura coesistono.

L’obiettivo principale è rendere questi beni accessibili a un pubblico più ampio, anche attraverso soluzioni virtuali. Il progetto prevede lo sviluppo di tecnologie per il rilevamento e la documentazione non invasiva dei relitti marini, con un approccio che privilegia la conservazione e l’accessibilità. I dati raccolti possono essere utilizzati per creare modelli tridimensionali che potranno essere impiegati in diverse modalità, come esposizioni virtuali o mostre immersive.

Questa iniziativa mira a sensibilizzare sull’importanza della tutela del patrimonio subacqueo e a favorire la sua fruizione in maniera innovativa. Il progetto rappresenta un passo importante verso una nuova fase dell’archeologia subacquea, unendo tecnologie digitali avanzate e il rispetto per il contesto storico e culturale di questi reperti. Attraverso la collaborazione con istituzioni e comunità locali, si punta a creare una rete di conoscenza e valorizzazione che coinvolga un pubblico sempre più vasto.

Il nostro intervento

Il progetto A.R.M. ha sviluppato un workflow innovativo suddiviso in sei fasi operative. Ciascuna fase corrisponde a un momento chiave nella trasformazione del relitto da oggetto sommerso a bene culturale digitalizzato, tracciabile e accessibile.

1. Localizzazione e georeferenziazione

Ogni intervento è iniziato con la localizzazione precisa del relitto. Questa fase ha permesso la pianificazione del percorso del ROV e la definizione dell’area di intervento. È stata impiegata una progettazione avanzata per garantire coerenza tra i riferimenti topografici terrestri e quelli marini.

2. Rilievo fotogrammetrico subacqueo

Il cuore operativo della sperimentazione è stato il rilievo tridimensionale tramite ROV. Questo drone subacqueo, manovrato da remoto da un’imbarcazione di superficie, è stato equipaggiato con:

  • camere ad alta risoluzione, in grado di catturare immagini nitide anche a grande profondità

  • luci artificiali regolabili, indispensabili per compensare la scarsità di luminosità naturale

Il drone, manovrato da remoto dall’imbarcazione, ha eseguito una scansione fotogrammetrica completa del relitto, acquisendo fotografie e sequenze video da più angolazioni. Questo approccio ha permesso di raccogliere dati anche in condizioni ambientali critiche, come scarsa visibilità o acque in movimento, evitando la necessità di immersioni da parte di personale subacqueo specializzato. Si tratta infatti di un metodo non invasivo, rispettoso dell’integrità del sito e replicabile su diversi contesti subacquei.

3. Trasmissione e backup dei dati in cloud

Tutti i dati acquisiti sono stati trasmessi in tempo reale in cloud grazie alla rete 5G. Questa fase ha abilitato una gestione immediata dei contenuti, rendendo possibile un controllo qualità dell’attività subacquea. Il backup ha aumentato la sicurezza dei dati e l’efficienza operativa.

4. Elaborazione dei dati e modellazione 3D

Una volta completata l’acquisizione, i dati sono stati processati tramite software di fotogrammetria avanzata, come Agisoft Metashape. Sono stati realizzati modelli 3D texturizzati ad alta risoluzione, fedeli nella forma e nel colore. Le mesh ottenute sono esportabili in diversi formati, adattabili a usi museali, scientifici o divulgativi.

5. Notarizzazione in blockchain (in collaborazione con TIM)

In una fase successiva, i file video e i modelli 3D elaborati sono stati notarizzati su blockchain in collaborazione con TIM. Per ciascun contenuto digitale è stato generato un hash crittografico, poi registrato su un sistema blockchain. Questo processo garantisce la tracciabilità, autenticità e integrità del contenuto, rendendolo immutabile e certificabile anche nel lungo periodo. È una procedura strategica per la costruzione di archivi digitali culturali protetti e condivisi.

6. Possibilità di restituzione culturale e accessibilità

I modelli 3D possono essere pensati anche in chiave di restituzione dei contenuti in forma fruibile, inclusiva e immersiva. Nello specifico, si può integrare:

  • Stampa tridimensionale ad alta fedeltà, per mostre tattili accessibili a persone cieche o ipovedenti;

  • Videomapping e realtà aumentata, per arricchire la narrazione con contenuti animati e sensoriali adatte ad un pubblico diversificato (ADHD, DSA, bambini);

  • Installazioni multisensoriali con supporti accessibili, testi in Braille, traduzioni LIS, audiodescrizioni e pannelli “easy to read”.

I modelli possono essere installati su basi ergonomiche (inferiori a 75 cm di altezza), rendendoli fruibili anche da bambini e persone in sedia a rotelle. L’obiettivo è far sì che tutti possano esplorare un relitto, indipendentemente dalle proprie capacità fisiche, sensoriali o cognitive.

Scansione 3D – CTE GENOVA – Opificio Digitale per la Cultura

Siamo lieti di annunciare che MetaHeritage s.r.l. è entrata a fare parte del progetto CTE Genova – Opificio Digitale per la Cultura, finanziato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy nell’ambito del PSC 2014-2020 (CUP B37F23000000008).

Il nostro contributo si concretizza nel progetto A.R.M. – Accessibilità per i Relitti in Mare, un percorso di ricerca innovativo mirato alla digitalizzazione dei beni culturali sommersi nei fondali marini italiani.

A.R.M. nasce con l’obiettivo di rendere accessibile, anche virtualmente, il patrimonio culturale subacqueo, valorizzandolo attraverso tecnologie avanzate. Il progetto prevede l’utilizzo di metodi non invasivi per scansionare i relitti, eliminando la necessità di interventi diretti da parte di personale subacqueo specializzato. Grazie a un sistema tecnologico all’avanguardia, chiunque potrà visitare virtualmente questi luoghi straordinari, ampliando le opportunità di fruizione e conoscenza.

CTE GENOVA - OPIFICIO DIGITALE PER LA CULTURA

L’ex stazione ferroviaria di Pra’ ospita il CTE Genova – Opificio Digitale per la Cultura, un progetto innovativo finanziato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Genova è una delle sette città italiane selezionate per sviluppare tecnologie avanzate nel settore culturale e creativo.

Il progetto CTE Genova – Opificio Digitale per la Cultura ha l’obiettivo di stimolare e promuovere nuove opportunità di mercato per le imprese, con un focus particolare su start-up e (m)-PMI, impegnate nello sviluppo e nella fornitura di soluzioni innovative Made in Italy per la crescita della filiera culturale e creativa. Ciò avverrà attraverso l’adozione di tecnologie emergenti, tra cui IoT, AI, Realtà Aumentata, Virtuale e Immersiva, e Blockchain, supportate da infrastrutture 5G/6G. Grazie alla collaborazione del partenariato, il progetto metterà a disposizione competenze d’eccellenza nel campo delle tecnologie 5G/6G e abilitanti, creando una vera “Open Infrastructure” e un “Incubatore Diffuso” sul territorio.

CTE Genova – Opificio Digitale per la Cultura

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L’obiettivo principale è rendere questi beni accessibili a un pubblico più ampio, anche attraverso soluzioni virtuali. Il progetto prevede lo sviluppo di tecnologie per il rilevamento e la documentazione non invasiva dei relitti marini, con un approccio che privilegia la conservazione e l’accessibilità. I dati raccolti saranno utilizzati per creare modelli tridimensionali che potranno essere impiegati in diverse modalità, come esposizioni virtuali o mostre immersive.

Questa iniziativa mira a sensibilizzare sull’importanza della tutela del patrimonio subacqueo e a favorire la sua fruizione in maniera innovativa. Il progetto rappresenta un passo importante verso una nuova fase dell’archeologia subacquea, unendo tecnologie digitali avanzate e il rispetto per il contesto storico e culturale di questi reperti. Attraverso la collaborazione con istituzioni e comunità locali, si punta a creare una rete di conoscenza e valorizzazione che coinvolga un pubblico sempre più vasto.

Ultimi Aggiornamenti

Il 5 e 6 febbraio 2025 abbiamo avuto l’opportunità di partecipare all’evento Speed Date organizzato dalla CTE Genova, un’iniziativa dedicata all’innovazione e alla collaborazione nel settore culturale. In queste due giornate, abbiamo incontrato i partner tecnologici, i referenti dei musei genovesi e il team della Direzione Cultura, confrontandoci su idee e prospettive per il futuro della digitalizzazione e valorizzazione del patrimonio sommerso.

L’iniziativa ha aperto nuove possibilità di sviluppo e sinergie strategiche per rendere l’esperienza culturale sempre più accessibile e immersiva.