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Progetto Europeo – HEPHAESTUS – Summer School 2025

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Tecnologie digitali per il patrimonio culturale: la Summer School 2025 a Gdynia (Polonia)

Dal 30 giugno al 6 luglio 2025, la città costiera di Gdynia, in Polonia, ha ospitato la Summer School internazionale del progetto europeo HEPHAESTUS, un’occasione di formazione e sperimentazione sul campo che ha riunito ricercatori, docenti, professionisti e operatori culturali da diversi Paesi europei. L’iniziativa ha rappresentato un momento cruciale per riflettere e agire sulle possibilità offerte dalle tecnologie digitali per documentare, conservare e valorizzare i beni culturali, con un focus specifico sul patrimonio architettonico militare costiero.

HEPHAESTUS è un progetto europeo di ricerca applicata, coordinato dal Dipartimento DIDA dell’Università di Firenze (Italia) sotto la responsabilità scientifica del professore Sandro Parrinello. L’obiettivo principale è quello di sviluppare modelli informativi e banche dati 3D interoperabili per raccontare i percorsi culturali transfrontalieri europei, superando le barriere fisiche, linguistiche e tecnologiche attraverso strumenti digitali condivisi. Il progetto si basa su una rete composita di partner accademici – l’Università di Firenze, l’Università di Pavia, la Gdansk University of Technology (Polonia) e la Bochum University of Applied Sciences (Germania) – e di partner non accademici, tra cui Metaheritage, CASAMATA, Fundacja To Get There e Urban Culture Institute (tutti con sede a Danzica), Tvrdava kulture Sibenik (Croazia) e l’Institute of Art History di Zagabria.

Scopri il Progetto Europeo HEPHAESTUS

La Summer School ha avuto come scenario operativo la Torpedownia, una struttura militare situata a largo della costa settentrionale di Gdynia, che ha offerto un contesto ideale per l’utilizzo di tecnologie come il rilievo sferico, il Gaussian Splatting, la modellazione 3D e lo sviluppo di piattaforme immersive di fruizione culturale.

La Torpedownia di Gdynia

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La Torpedownia è una delle testimonianze più singolari e suggestive dell’architettura militare costiera del XX secolo. Costruita tra il 1940 e il 1942 dalla Luftwaffe tedesca, si affaccia sulla baia di Gdańsk, poco al largo del litorale di Babie Doły, nel nord di Gdynia. La sua funzione originaria era altamente tecnologica e strategica: si trattava di un centro sperimentale per il collaudo di siluri aviotrasportati, dispositivi complessi che venivano lanciati da aerei militari tedeschi come gli Heinkel He 111 o i Junkers Ju 88, per verificarne la traiettoria, la stabilità e la precisione nel momento dell’impatto con l’acqua e durante il percorso verso il bersaglio.

La struttura sorge su una base artificiale sommersa, costruita a circa 300 metri dalla riva e un tempo era collegata alla terraferma da un lungo pontile in legno, dotato di binari a scartamento ridotto per il trasporto di munizioni e attrezzature. Con la fine della guerra e il ritiro delle truppe tedesche, l’edificio fu saccheggiato dalle autorità sovietiche, che ne recuperarono ogni elemento riutilizzabile. In seguito, il deterioramento dovuto all’ambiente marino e l’abbandono prolungato lo trasformarono in un rudere irraggiungibile, oggi accessibile solo via mare.

Nonostante lo stato di degrado, la Torpedownia continua a esercitare un forte fascino. È diventata meta di appassionati subacquei, grazie alla presenza di relitti e frammenti bellici visibili tra i 9 e i 12 metri di profondità; ha acquisito valore ecologico, ospitando colonie di uccelli marini come gabbiani e cormorani; ed è entrata nell’immaginario collettivo, apparendo in numerose produzioni cinematografiche e persino in ambienti digitali come Microsoft Flight Simulator. Oggi rappresenta un raro esempio di architettura militare galleggiante, sospesa tra memoria storica, rovina moderna e rifugio naturale.

Ultimi aggiornamenti

Durante la settimana di Summer School, le attività si sono articolate in diverse fasi operative, a partire dal rilievo tridimensionale dell’edificio e dell’area circostante. La prima fase ha riguardato l’acquisizione di immagini panoramiche con fotocamere sferiche a 360°, montate su supporti stabili in diversi punti di osservazione. I dati raccolti sono stati elaborati con software specifici per la correzione delle distorsioni (come Hugin) e per la ricostruzione fotogrammetrica (MetaShape), al fine di ottenere un primo modello tridimensionale basato su nuvola di punti. Questo modello ha permesso una prima esplorazione volumetrica del sito, utile per individuare aree di interesse o di criticità.

In parallelo, è stata avviata una sperimentazione più avanzata con la tecnica del Gaussian Splatting, una metodologia emergente che consente di creare modelli 3D fotorealistici utilizzando milioni di punti virtuali (splats), ciascuno con informazioni su posizione, colore, trasparenza e orientamento. A differenza delle reti neurali tradizionali, il Gaussian Splatting permette un rendering in tempo reale ad altissima fedeltà visiva. Le sequenze video e fotografiche acquisite sono state convertite in questo formato attraverso una pipeline che ha previsto l’uso di software come PostShot e MetaShape, per poi generare un modello navigabile, preciso e immersivo.

Una volta ottenuto il modello, è stato avviato un processo di restauro virtuale in ambiente Blender. Il primo passaggio ha comportato una drastica riduzione della complessità poligonale del modello (da circa 29 milioni di poligoni a 1 milione), operazione necessaria per garantire fluidità e compatibilità con le piattaforme web. Successivamente, si è proceduto alla chiusura delle lacune strutturali, alla retopologia (trasformazione delle mesh da triangolari a quadrangolari), alla cottura delle normal map (per trasferire i dettagli geometrici su una versione semplificata del modello) e alla texturizzazione finale, con l’obiettivo di ottenere un prodotto coerente sia visivamente che tecnicamente.

L’ultima fase del lavoro ha riguardato la realizzazione di una piattaforma di visita virtuale, pensata per essere accessibile da remoto tramite browser. La piattaforma integra modelli 3D interattivi, fotografie a 360°, mappe geolocalizzate, documenti PDF, immagini storiche e contenuti testuali in HTML. Il risultato è un’esperienza immersiva che consente di esplorare la Torpedownia anche a distanza, con finalità didattiche, divulgative e di sensibilizzazione.

A supporto di tutte queste attività tecniche è stato condotto un importante lavoro di ricerca storica e produzione di contenuti, che ha permesso di arricchire la narrazione digitale con testi, immagini d’archivio, ricostruzioni grafiche e riferimenti documentari verificati, elaborati in collaborazione con i partner locali.

Giornata conclusiva e mostra pubblica: i risultati della Summer School a Gdynia

A conclusione della Summer School, nell’ambito delle attività previste dal workshop
internazionale, si è tenuta, presso l’Instytut Kultury Miejskiej di Gdańsk, una giornata conclusiva dei lavori. Questo momento ha rappresentato l’occasione per restituire e condividere i risultati raggiunti durante la settimana di attività, illustrando le operazioni condotte sul campo e le metodologie sperimentate.

Durante l’incontro, i diversi gruppi di lavoro hanno presentato gli avanzamenti relativi alla documentazione digitale della Torpedownia. In qualità di partner non accademico, il nostro team ha approfondito il percorso operativo svolto: dal rilievo tridimensionale con camera sferica, alla sperimentazione con Gaussian Splatting per la generazione di rappresentazioni fotorealistiche, fino allo sviluppo iniziale della piattaforma di visita virtuale. Abbiamo raccontato le scelte tecniche e gli obiettivi futuri, evidenziando il potenziale di questi strumenti per la valorizzazione e la fruizione digitale del patrimonio militare costiero.

A integrazione del momento di restituzione, è stata allestita una mostra pubblica che ha affiancato ai contenuti digitali anche una selezione di plastici 3D di elementi architettonici storici della città di Danzica, come il complesso monumentale della Foregate su Długa Street e altre strutture urbane simboliche. Questi modelli, provenienti dal progetto Prometeus H20, hanno completato la narrazione visiva offrendo un ulteriore spunto di riflessione.

Progetto Europeo – GO-IN! – diGital platfOrms for INner areas

Siamo lieti di annunciare che Metaheritage è impegnata nel progetto PRIN 2022 “GO-IN!”, che mira alla valorizzazione del patrimonio culturale e paesaggistico dei piccoli centri storici delle aree interne fragili, caratterizzati da dinamiche di spopolamento, abbandono e progressivo indebolimento del tessuto socio-economico.

Il progetto è finanziato dal Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR) nell’ambito del programma PRIN 2022, con il contributo dell’Unione Europea – NextGenerationEU, e si colloca all’interno delle strategie nazionali ed europee orientate alla digitalizzazione e alla valorizzazione del patrimonio culturale.
GO-IN! è coordinato dall’Università degli Studi di Pavia e vede la partecipazione delle unità di ricerca dell’Università degli Studi della Basilicata e dell’Università degli Studi di Parma, che operano congiuntamente attraverso un approccio multidisciplinare.

Il Progetto GO-IN!

Il progetto GO-IN! si propone di sperimentare sistemi di fruizione virtuale per la tutela e la valorizzazione di centri storici a rischio di spopolamento, abbandono e degrado. L’iniziativa si concentra sulla creazione di gemelli digitali di queste aree, con l’obiettivo di preservare la memoria storica e promuovere uno sviluppo sostenibile.

Area di Intervento: Stigliano, Basilicata

Stigliano, capofila dell’area interna SNAI Montagna Materana, è stato scelto come area pilota. Il centro storico, in particolare il Rione Terra, rappresenta un contesto eterogeneo caratterizzato da fenomeni franosi ricorrenti, presenza di tecniche costruttive tradizionali locali, presenza di un ricco patrimonio naturalistico e culturale e risulta essere minacciato da dissesti e spopolamento.

Il progetto prevede un approccio multidisciplinare, articolato in diverse azioni:

  1. Documentazione Digitale

  2. Rilevamenti Geologici e Valutazioni di Rischio

  3. Censimento delle Risorse

  4. Sviluppo di Sistemi Digitali Avanzati

GO-IN! si colloca all’interno della Missione 1, Misura 3 (Turismo e Cultura) del PNRR, che promuove la digitalizzazione e la valorizzazione del patrimonio culturale. Il progetto beneficia del finanziamento dell’Unione Europea nell’ambito del programma NextGenerationEU, rappresentando un esempio concreto di innovazione applicata a contesti fragili.

Progetto GO-IN!

Il progetto si propone di sperimentare sistemi di fruizione virtuale per la tutela e la valorizzazione di contesti storici a rischio, ponendo al centro la costruzione di gemelli digitali capaci di integrare dati territoriali, architettonici, ambientali e culturali. Il caso studio individuato è il centro storico di Stigliano (MT), in Basilicata, selezionato come area pilota per la sperimentazione delle metodologie e degli strumenti sviluppati nel corso della ricerca.

All’interno di questo quadro, abbiamo partecipato in qualità di partner non accademico, contribuendo allo sviluppo della piattaforma virtuale interattiva destinata alla fruizione pubblica. Ci siamo concentrati sulla realizzazione di un ambiente digitale accessibile, narrativo e aperto, pensato per cittadini, visitatori e stakeholder locali, con l’obiettivo di favorire la conoscenza, la memoria e la valorizzazione del borgo attraverso strumenti tecnologici avanzati ma facilmente fruibili.

Il nostro intervento

Il nostro contributo si è concentrato sulla progettazione e sullo sviluppo di una piattaforma virtuale interattiva fruibile via web, concepita come ambiente digitale aperto e in continua evoluzione, in grado di restituire il centro storico di Stigliano attraverso una combinazione di modelli tridimensionali, contenuti multimediali e percorsi narrativi.

Il cuore della piattaforma è rappresentato da un modello 3D navigabile della città di Stigliano, fornito dall’Università degli Studi di Pavia e successivamente ottimizzato per garantire una maggiore fruizione. Il modello consente l’esplorazione spaziale del borgo e costituisce la base per l’integrazione progressiva di contenuti informativi, culturali e narrativi, avvicinandosi alla logica di un digital twin accessibile anche ai non addetti ai lavori.

All’interno dell’ambiente virtuale sono stati implementati degli hotspot interattivi, distribuiti lungo il tessuto urbano, che permettono di approfondire diversi aspetti del patrimonio locale. Nello specifico, attraverso questi punti di interazione, è possibile scoprire:
• i murales e gli elementi di arte urbana;
• gli edifici storici e i luoghi identitari del borgo;
• un confronto diacronico tra fotografie storiche della metà del Novecento e immagini attuali degli stessi luoghi.

La piattaforma integra inoltre quattro virtual tour, che consentono di “camminare”
virtualmente tra le vie del centro storico e di accedere agli hotspot informativi durante la navigazione. I virtual tour si basano su immagini panoramiche 360 e permettono l’esplorazione anche in assenza di una visita fisica. Una mappa consultabile in ogni momento permette all’utente di comprendere il percorso attraversato, facilitando l’orientamento.

All’interno dei percorsi sono integrati testi, immagini, video e scansioni 3D di oggetti, consultabili anche tramite piattaforme esterne come Sketchfab.

Un elemento centrale della narrazione è costituito dalle testimonianze video degli abitanti di Stigliano, che raccontano la storia del paese, le trasformazioni del territorio e aneddoti personali, restituendo una dimensione umana e comunitaria al patrimonio digitale. Tutti i contenuti video sono stati sottotitolati grazie all’impiego di un sistema di supporto automatizzato, che ha permesso di ottimizzare i tempi di lavorazione mantenendo elevati standard di accessibilità.

La piattaforma include inoltre riprese video del paese, realizzate sia da terra sia tramite drone, che contribuiscono a una restituzione visiva complessiva del contesto urbano e paesaggistico. Oltre agli spazi aperti, è possibile visitare anche alcuni ambienti interni, come il Museo della Memoria, e osservare manufatti digitalizzati in 3D.

Dal punto di vista progettuale, la piattaforma è stata concepita come un sistema aperto e integrabile, predisposto per l’inserimento di nuovi contenuti nel tempo. Essa può evolvere sia come strumento di valorizzazione culturale, sia come  possibile punto di incontro tra territorio e attività economiche locali, offrendo visibilità a iniziative e servizi legati al contesto. Parallelamente, l’integrazione progressiva di un numero crescente di dati territoriali e informativi apre alla possibilità di rafforzare ulteriormente la dimensione di digital twin.

Scopri la piattaforma!

Ultimi aggiornamenti

Workshop e tavola rotonda a Parma: 67 febbraio 2025 

Il 6 e 7 febbraio 2025 si sono tenute due giornate di workshop presso l’Università degli Studi di Parma, Dipartimento di Architettura e Ingegneria (DIA). L’evento, organizzato dall’Unità di ricerca dell’Università di Parma, ha visto la partecipazione di professori, ricercatori e studenti dall’Università degli Studi di Pavia e dall’Università degli Studi della Basilicata, e di professionisti dell’azienda Metaheritage. I momenti di discussione e confronto sono stati arricchiti anche dal contribuito di docenti e studenti dell’Università di Parma esterni al progetto. Durante la prima giornata di incontro, tenutasi presso la Sala del Consiglio della sede Centrale dell’UNIPR, sono state stabilite le prossime azioni di disseminazione scientifica ed organizzati gli incontri di formazione rivolti ai tecnici della Municipalità di Stigliano. Alle decisioni operative è seguito un aggiornamento dei lavori portati avanti individualmente dai differenti settori scientifici coinvolti. Il giorno 7 febbraio l’evento è proseguito presso il polo di Ingegneria Didattica nel Parco Area delle Scienze. Qui, il confronto con l’azienda Metaheritage ha permesso ai ricercatori delle tre Unità di individuare possibili soluzioni per lo sviluppo della piattaforma virtuale prevista dal progetto. 

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Giornata studio online: 25 marzo 2025 

Il 25 marzo 2025 si è svolto un incontro online organizzato dalle tre Unità di Ricerca del progetto GO-IN! e l’amministrazione comunale di Stigliano, finalizzato a condividere lo stato di avanzamento delle attività progettuali. L’appuntamento ha offerto un’occasione di dialogo diretto con il Sindaco Francesco Micucci e con i membri del Consiglio Comunale, interessati ad approfondire il funzionamento del sistema GIS3D pensato per l’area di trasferimento. Nel corso della riunione si è discusso anche della pianificazione delle successive attività operative, in particolare quelle previste sul campo per la fine di maggio. In questa occasione Metaheritage, responsabile dello sviluppo del metaverso dedicato alla valorizzazione culturale del borgo, ha illustrato le fasi di lavoro in corso e le prospettive di implementazione future. 

Evento di formazione a Stigliano: 26-28 maggio 2025 

Dal 26 al 28 maggio 2025, Stigliano ha ospitato tre giornate di attività congiunte che hanno coinvolto le unità di ricerca, Metaheritage e l’amministrazione comunale. Le attività si sono svolte in modalità ibrida, in presenza presso gli spazi comunali e con collegamento da remoto. Tra gli appuntamenti, anche un incontro pubblico aperto ai cittadini presso la Sala Zanardelli, durante il quale sono stati presentati i risultati intermedi del progetto e condivisi i metodi di lavoro adottati. Le giornate sono servite anche a raccogliere nuovi materiali utili alla sperimentazione. Metaheritage si è occupata di realizzare interviste a residenti, referenti di piccole aziende e rappresentanti di associazioni locali, oltre che riprese del territorio. Queste testimonianze andranno ad arricchire la piattaforma digitale, contribuendo a documentare anche il patrimonio immateriale della comunità. 

Convegno conclusivo del progetto: 15-16 dicembre 2025 

La conclusione del progetto GO-IN! è stata accompagnata da due giornate di convegno, il 15 e 16 dicembre, durante le quali sono stati presentati e discussi i principali risultati della ricerca. L’evento ha rappresentato un momento di sintesi e confronto, mettendo in dialogo le diverse competenze scientifiche e professionali coinvolte nel progetto e offrendo una riflessione articolata sul tema delle aree interne e delle criticità legate allo spopolamento.

In parallelo alle sessioni di intervento, è stata inaugurata una mostra dedicata al progetto, concepita come strumento di restituzione e divulgazione dei contenuti della ricerca. L’allestimento comprendeva pannelli descrittivi che illustravano obiettivi, metodologie e risultati di GO-IN!, un plastico 3D del centro storico di Stigliano e la piattaforma virtuale interattiva sviluppata da noi. La mostra è stata progettata secondo criteri di facilità di trasporto e modularità, con l’intento di renderla itinerante e fruibile presso le diverse istituzioni partner del progetto, ampliandone così la portata e l’impatto nel tempo.

Le giornate di convegno hanno visto inoltre gli interventi di professionisti e studiosi provenienti da università e istituzioni di tutta Italia, che hanno affrontato il tema delle aree interne da molteplici punti di vista, in relazione alle rispettive competenze disciplinari. I contributi hanno approfondito questioni legate alla pianificazione territoriale, alla conservazione del patrimonio, alla gestione del rischio, alla dimensione sociale e comunitaria e alle opportunità offerte dalla digitalizzazione come strumento di conoscenza e supporto alle decisioni.

A conclusione dell’evento si è svolta una tavola rotonda tecnica, dedicata in particolare al tema della comunità e al suo ruolo nei processi di valorizzazione e rigenerazione delle aree interne.

Progetto Europeo – DUT – Driving Urban Transitions

Siamo orgogliosi di annunciare che Metaheritage s.r.l. è ufficialmente partner del progetto di ricerca Urban ElemenTREE, il quale si inserisce nell’ambito del percorso di transizione Circular Urban Economies (CUE) del Bando Europeo DUT 2023, co-finanziato dalla Commissione Europea attraverso il programma Horizon Europe.

Il progetto Urban ElemenTREE si propone di confrontare e integrare diverse pratiche di pianificazione degli spazi verdi urbani, con l’obiettivo di creare un terreno comune tra numerose discipline e aree di competenza. L’iniziativa punta a migliorare e uniformare i metodi esistenti per il monitoraggio ambientale degli alberi, la modellizzazione e le indagini digitali, rendendo lo studio delle complesse interazioni tra gli alberi e l’ambiente costruito più rapido, preciso ed efficiente.

Attraverso la creazione e lo sviluppo di Urban Living Labs in cinque città europee coinvolte nel progetto, saranno raccolti dati e condotte indagini approfondite per promuovere sistemi innovativi di gestione e monitoraggio del verde urbano.

Urban ElemenTREE metterà a disposizione una piattaforma online dedicata alla gestione della copertura arborea urbana, fornendo modelli digitali e metriche dettagliate sugli alberi. Questo strumento supporterà i professionisti nell’ottimizzazione della pianificazione e della progettazione urbana.

DUT - Driving Urban Transitions

Credits: https://dutpartnership.eu/

Il Driving Urban Transitions (DUT) Partnership è un programma intergovernativo di ricerca e innovazione che affronta le principali sfide legate alle transizioni urbane. L’ambizione del DUT è quella di creare e facilitare un ecosistema di innovazione che permetta a tutti gli attori urbani – amministrazioni, aziende, ricercatori e cittadini – di partecipare attivamente e beneficiare dei risultati.

Attualmente, il programma coinvolge 67 partner provenienti da 28 paesi e si concentra sul supporto alle città europee nel loro percorso verso la sostenibilità. Il DUT mira a migliorare la qualità della vita nelle aree urbane, promuovendo soluzioni innovative che rispondano alle sfide sociali, ambientali ed economiche.

Il DUT contribuisce significativamente a diverse iniziative strategiche dell’Unione Europea, tra cui: la Missione dell’UE per città climaticamente neutre e intelligenti, il Green Deal Europeo, l’Agenda Urbana per l’UE.

L’approccio del DUT si articola in tre percorsi di transizione, chiamati Transition Pathways, che affrontano temi chiave per lo sviluppo urbano sostenibile:

  1. Positive Energy Districts, per promuovere quartieri energeticamente autosufficienti.
  2. The 15-minute City, che punta a ridisegnare le città in modo che tutti i servizi essenziali siano accessibili entro 15 minuti a piedi o in bicicletta.
  3. Circular Urban Economies, incentrato sulla creazione di economie urbane circolari per ottimizzare l’uso delle risorse e ridurre gli sprechi.

Attraverso bandi competitivi come il DUT Call 2023, il programma finanzia progetti di ricerca e innovazione transnazionali che supportano le città europee nel loro percorso di transizione verso modelli economici e ambientali più sostenibili.

DUT – Driving Urban Transitions

Il ruolo e le attività di ricerca nel progetto Urban ElemenTREE

Il progetto Urban ElemenTREE si concentra sull’analisi di modelli innovativi per la gestione e la valorizzazione del patrimonio culturale e ambientale, integrando approcci avanzati che coniugano tecnologie digitali, sostenibilità e strategie interdisciplinari. L’obiettivo principale è quello di migliorare la gestione del verde urbano e degli elementi naturali in contesti cittadini complessi, promuovendo una documentazione accurata e analisi avanzate delle interazioni tra ambiente costruito e paesaggio.

L’approccio adottato è orientato all’innovazione e prevede lo sviluppo di competenze specifiche nella modellazione 3D, nell’integrazione dei dati e nella loro elaborazione. Un ruolo centrale è riservato al riconoscimento e alla documentazione dei processi di rigenerazione urbana, valutando il loro impatto sullo sviluppo territoriale e spaziale. Questo permette una comprensione approfondita delle dinamiche che plasmano il patrimonio culturale e ambientale, facilitando una gestione più consapevole e sostenibile del territorio.

La ricerca si avvale di tecnologie all’avanguardia per il rilievo, la diagnosi e la modellazione digitale. Tra gli strumenti utilizzati vi sono:

  • Laser scanner 3D e scanner laser mobili, per rilievi estremamente precisi e dettagliati;
  • Stazioni totali per misurazioni topografiche ad alta precisione;
  • Droni UAV e tecnologie basate su Structure from Motion, per la generazione di modelli digitali complessi;
  • Fotogrammetria 2D e 3D per la documentazione visiva di edifici e paesaggi monumentali;
  • Dynamic Lasertech e 3D EYE, per ottenere rappresentazioni tridimensionali ad altissima risoluzione.

Queste tecnologie consentono la creazione di database tridimensionali complessi, che rappresentano un supporto fondamentale per diverse applicazioni, tra cui la progettazione architettonica, la pianificazione urbana, la conservazione del patrimonio storico, la sicurezza e la prevenzione sismica. I dati raccolti vengono elaborati per la costruzione di archivi digitali e dispositivi informativi che migliorano la gestione del territorio e consentono analisi approfondite sulle trasformazioni urbane.

Un aspetto significativo del progetto riguarda il costante aggiornamento dei laboratori di ricerca, che stanno progressivamente sostituendo gli strumenti tradizionali di misurazione e rappresentazione manuale con dispositivi digitali di nuova generazione. Questo sviluppo è visibile sotto due aspetti: da un lato, l’adozione di strumenti innovativi per la digitalizzazione dei dati; dall’altro, l’evoluzione verso formati digitali capaci di offrire livelli di dettaglio diversificati in funzione delle specifiche esigenze progettuali.

Le attività di ricerca si concentrano su diverse aree d’intervento, tra cui:

  • Documentazione, conservazione e gestione del paesaggio urbano, dei parchi storici e delle architetture monumentali;
  • Sviluppo di metodologie avanzate per indagini preliminari volte alla costruzione di basi metriche e documentarie affidabili per supportare la progettazione, il restauro e la diagnostica degli spazi urbani;
  • Analisi dell’impatto ambientale e valutazioni volte alla protezione del territorio e alla pianificazione sostenibile.

Attraverso questo approccio altamente innovativo, Urban ElemenTREE si propone di contribuire alla creazione di nuove soluzioni tecnologiche e metodologiche per la gestione del patrimonio culturale e ambientale, con un impatto significativo sulla pianificazione e progettazione urbana. La combinazione di tecnologie digitali avanzate e strategie interdisciplinari favorisce la comprensione e la gestione delle complesse dinamiche urbane, con una visione orientata alla sostenibilità e alla valorizzazione del territorio.

I casi studio a Firenze

Giardino del Bobolino

Orti del Parnaso

Orto botanico

Parco Villa al Ventaglio

Piazza d’Azeglio

Viale Affrico

Villa Fabbricotti

Piazza Demidoff

Ultimi aggiornamenti

L’evento di lancio del progetto Urban ElemenTREE si è tenuto nella città di Aarhus nelle giornate del 16 e 17 gennaio 2025, segnando l’inizio ufficiale delle attività.

Progetto Europeo – HEPHAESTUS – HEritage Protocols for ArcHitecturAl European croSs-bordering siTes evalUationS

Siamo orgogliosi di annunciare che Metaheritage s.r.l. è ufficialmente partner non accademico del progetto europeo HEPHAESTUS.

L’obiettivo principale del progetto è quello di sviluppare e testare i Modelli Informativi digitali e le banche dati 3D affidabili per i Percorsi del Patrimonio Culturale attraverso i territori transfrontalieri dell’UE, definendo protocolli collaborativi e intersettoriali per aumentare il riconoscimento sociale e migliorare i processi di pianificazione e gestione sostenibile.

Il progetto prende in considerazione due diversi itinerari transfrontalieri del patrimonio culturale che permettono una comprensione ampia delle trasformazioni a lungo termine, sia in una dimensione geografica (dal nord al sud Europa) che temporale (dal Medioevo ai posti di avvistamento del XX secolo). Il primo si trova sulla costa del mar Baltico tra Polonia e Germania (fortificazioni teutoniche, olandesi, prussiane e della Seconda Guerra Mondiale), mentre il secondo riguarda la costa nord-orientale del mar Adriatico tra Italia e Croazia (fortificazioni romane, veneziane, ottomane, austro-ungariche e dell’ex Jugoslavia).

Intersecando e confrontando questi due percorsi per evidenziare le diversità e somiglianze architettoniche in termini di soluzioni difensive, sarà possibile definire una solida base di conoscenze per le ontologie dell’architettura militare.

Sito Ufficiale CORDIS – EU

Obiettivi specifici (OS):

CROSS-KNOWLEDGING (OS1, OS4) 

Le attività di formazione applicata condotte sul campo aiuteranno i ricercatori e gli esperti non accademici a crescere insieme nelle competenze scientifiche, nel networking e nella consapevolezza complementare, definendo protocolli per lo sviluppo di sistemi digitali. 

  • OS1. Definire un glossario internazionale che colleghi le biblioteche digitali e le architetture militari, risolvendo così non solo problemi terminologici, ma anche problemi semantici e topologici tra diversi paesi, ambienti di ricerca e funzionalità dei sistemi informativi; 
  • OS4. Valutare l’interoperabilità e la funzionalità delle banche dati e dei Modelli Informativi promossi dal progetto, in relazione ad altri sistemi di gestione europei (European Digital Innovation Hubs – EDIHs).

CROSS-FUNCTIONING (OS2, OS3, OS7) 

Azioni integrate per la definizione di modelli digitali caratterizzati da un dualismo di “spazio fisico/spazio architettonico” e “spazio digitale/spazio dei Beni Culturali Architettonici” nelle loro relazioni. 

  • OS2. Definire i meccanismi operativi di un modello digitale (DT) collegato a un singolo episodio architettonico, che possa poi funzionare su scala più ampia promuovendo la creazione di modelli informativi (IM) con un alto livello di dettaglio e precisione sia nella geometria che nel contenuto; 
  • OS3. Definire una rappresentazione adeguata per il sistema di architetture sparse su vaste aree, in modo da poter rappresentare i Beni Culturali Architettonici (BCA) e i loro paesaggi come un modello parametrico; 
  • OS7. Testare il protocollo in due casi studio transfrontalieri (BCA) collegati all’architettura militare, al fine di valutare la significatività delle complessità dovute alla presenza di confini in un sistema multidimensionale che include sia lo spazio che il tempo.

CROSS-BORDERING (OS5, OS6) 

Azioni collaborative tra Partner Accademici (PA), Centri di Ricerca (IC), Autorità Pubbliche (PA) e PMI per incrementare la conoscenza dei sistemi di Beni Culturali Architettonici (BCA) e dei loro modelli digitali, attraverso un trasferimento sinergico di conoscenze a livello europeo. 

  • OS5. Creazione di un Sistema di Gestione di Banche Dati Collaborativo (DBMS) per la ricerca dei membri del team, in cui interoperare sui modelli digitali delle architetture da diversi punti di vista, eliminando così le distanze; 
  • OS6. Definire un protocollo digitale per la documentazione di percorsi culturali transfrontalieri funzionale alla gestione e valorizzazione multidirezionale delle informazioni e dei beni architettonici associati ai percorsi.

Approccio metodologico complessivo:

  • Acquisizione di dati digitali dei nuovi itinerari transfrontalieri del patrimonio culturale: acquisizione e integrazione dei dati attraverso l’applicazione di diverse metodologie di rilevamento rapido. 
  • Strutturazione di modelli 3D semantici: i dati acquisiti sono organizzati semanticamente utilizzando tecnologie basate sull’intelligenza artificiale per facilitare l’interpretazione dei dati e la classificazione sistematica. 
  • Associazione di modelli e banche dati e fruizione delle piattaforme di Sistemi di Gestione dei Modelli: i modelli, come contenitori multidimensionali di informazioni, sono strutturati tramite interfacce VPL attraverso una serie di algoritmi e istruzioni di generazione. 
  • Definizione di banche dati multiscala standardizzate: sviluppo di CP (ad esempio, CityGML 2.0, Cesium Ion, ArcGIS Online) in cui i sistemi informativi sono associati tramite tecniche computazionali VPL capaci di analizzare, gestire e categorizzare i dati e le loro molteplici relazioni. 

Ultimi aggiornamenti

L’evento di lancio del progetto europeo HEPHAESTUS si è tenuto tra il 6 e l’8 novembre 2024 a Firenze, presso il Dipartimento di Architettura (DIDA) dell’università di Firenze. 

Progetto Europeo ERC – Venice’s Nissology

Venice's Nissology. Reframing the Lagoon City as an Archipelago: A Model for Spatial and Temporal Urban Analysis (16th-21st centuries)

VeNiss – Grant agreement ID: 101040474
DOI – 10.3030/101040474
Funded under – European Research Council (ERC)

Nel rileggere l’arcipelago veneziano in chiave di grande frangia urbana della città, la ricerca Venice’s Nissology – condotta dal Dipartimento dei Beni Culturali dell’Università degli Studi di Padova (DBC) in partnership con I Tatti (The Harvard University Center for Italian Renaissance Studies) e il Dipartimento di Architettura dell’Università degli Studi di Firenze (DIDA) – si propone di rivalutare i siti lagunari come un tessuto connettivo fondamentale per le pratiche urbane cittadine e di riscoprirne il ruolo di pedine nella scacchiera geografica, sociopolitica e  amministrativa della Serenissima.

Per questo progetto abbiamo realizzato una serie di scansioni da drone aereo e subacqueo, a supporto della fase di digitalizzazione 3D delle isole dell’arcipelago di Venezia.

Nella tradizione storica Venezia è città priva di mura e porte e quindi di periferie. Il progetto ERC VeNiss vuole scardinare questo paradigma per indagare i rapporti urbani, politici e culturali che legano la capitale marciana all’arcipelago lagunare visualizzandoli in una mappa online 3D e interattiva a uso di studiosi, ricercatori e del grande pubblico. L’infrastruttura semantica consente un viaggio nel tempo e nello spazio per scoprire le vicende stratificate delle oltre sessanta isole “domestiche” che punteggiano la laguna veneziana attraverso ricostruzioni digitali 2D e 3D georiferite e integrate con la documentazione di ricerca e i risultati delle nuove attività di rilevamento digitale.

Immmagine di copertina: Egnazio Danti (1536-1586), Venezia, 1581 (Città del Vaticano, Musei Vaticani, Galleria delle Carte Geografiche)

Sito Ufficiale CORDIS – EU (Fact Sheet)

Work in progress...

EVENTI PUBBLICI

PRESENTAZIONE DEL PROGETTO

CICLO DI SEMINARI
Terre “disgiunte dal continente”

Giornate Europee dell’Archeologia 2023

Progetto Europeo – Prometheus – Scansioni 3D in Spagna e Polonia

Siamo orgogliosi di annunciare che Metaheritage s.r.l. è ufficialmente parte del progetto di ricerca europeo Prometheus. 

Prometheus si distingue per il suo approccio interdisciplinare, mirato alla raccolta, all’archiviazione e all’analisi di dati digitali legati al patrimonio architettonico. Questo lavoro è finalizzato allo studio, alla valorizzazione e all’integrazione di complessi architettonici di grande rilevanza nei circuiti turistici. Inoltre, funge da banco di prova per valutare le strategie di conservazione a lungo termine di vasti volumi di dati digitali. 

Dopo l’individuazione del primo caso studio lungo il percorso di Upper Kama in Russia e a seguito dello scoppio della guerra in quell’area geografica, il progetto ha subito una fase di rimodulazione che ha individuato come poli di indagine la Gdańsk Fortress Route a Danzica (Polonia) e la Jaime I Route nei pressi di Valencia (Spagna).

Il progetto Prometheus è finanziato nell’ambito del Programma di ricerca e innovazione Horizon 2020 dell’Unione Europea, che facilita la collaborazione tra università e imprese per favorire lo scambio di competenze e conoscenze, con l’obiettivo di avanzare nelle metodologie di documentazione e di conservazione del Patrimonio Culturale europeo.  

L’obiettivo di PROMETHEUS è quello di attuare un’azione interdisciplinare per la documentazione e la catalogazione delle informazioni sui beni architettonici, stimolando la formazione dei ricercatori sul valore costruttivo e storico dei Percorsi dei Beni Culturali.

La ricerca sviluppa metodologie innovative di digitalizzazione dell’architettura con l’integrazione di dati multidisciplinari e modelli informativi prodotti da figure specializzate in grado di operare sui beni del patrimonio.

Una prima azione come caso studio pilota, praticata sui monumenti presenti nel percorso di Upper Kama (Russia), è finalizzata alla definizione una “Charta”, per permetterne la replicabilità. La rete di ricercatori dei diversi settori coinvolti favorisce l’ampliamento culturale e tematico necessario per sviluppare e mostrare le competenze che il mercato richiede.

Il progetto di ricerca intende sviluppare un Sistema Informativo 3D, multidisciplinare e implementabile, che rappresenti la fase propedeutica alla gestione, manutenzione e valorizzazione degli Itinerari dei Beni Culturali presso i comitati e le amministrazioni europee. Il sistema, per essere ampiamente applicabile, è concepito per essere a basso costo e facile da replicare, e intende ottimizzare un canale innovativo di cooperazione tra ricercatori e professionisti attraverso l’uso di Protocolli Collaborativi BIM.

Scopri di più sul progetto Prometheus

studio pilota: upper kama

Lo studio comparativo dei siti mette in luce coerenza stilistica e forme e temi unitari tra il barocco moscovita e le influenze europee. I siti monumentali sono caratterizzati da architetture religiose simboliche e isolate, caratterizzate dall’uniformità stilistica degli elementi decorativi in ​​laterizio.

Il patrimonio architettonico di Upper Kama deriva da uno sviluppo culturale localizzato contenuto in una cornice storica ben definita, così come le influenze europee nei caratteri costruttivi e stilistici, diffuse attraverso scambi culturali lungo le rotte commerciali.

Un Percorso Culturale unico, per sviluppare pratiche di documentazione e digitalizzazione unificate finalizzate alla gestione amministrativa e alle pratiche di conservazione.

La rimodulazione del progetto: Danzica (PL) e Valencia (ES)

Inizialmente, come già evidenziato, il progetto prevedeva come caso di studio la regione della Kama Superiore, in Russia. Tuttavia, con lo scoppio della guerra, è stato riorientato per includere altri rilevanti complessi europei. In particolare modo, il progetto ha incluso, da una parte, la digitalizzazione dell’archivio cartografico della città di Danzica (PL) e il rilievo delle mura del centro storico; dall’altra, il rilievo delle fortezze e luoghi religiosi della via di Jaime I, nell’area di Valencia (ES).

1- DIGITALIZZAZIONE DELL’ARCHIVIO CARTOGRAFICO E RILIEVO DELL’ANTICA ARCHITETTURA MILITARE DEL CONTESTO URBANO 

Danzica (PL)

Danzica, città portuale situata sulla costa del Mar Baltico, ha sempre avuto un legame fondamentale con l’acqua, che ha giocato un ruolo cruciale nelle sue fortificazioni. Sin dal Medioevo, il fiume Vistola e i canali artificiali hanno costituito il cuore del sistema difensivo, creando un paesaggio urbano caratterizzato da isole e quartieri collegati dall’acqua.

Le fortificazioni medievali, risalenti ai secoli X-XIII, sono state sottoposte a numerose trasformazioni e danneggiate durante la II Guerra Mondiale, ma alcune parti del sistema difensivo, come le mura medievali trecentesche e i bastioni, sono ancora visibili.

Per approfondire la comprensione di queste strutture storiche, è stata avviata una ricerca che ha incluso la consultazione di mappe storiche, in gran parte custodite nella Biblioteca dell’Accademia Polacca di Danzica, e la digitalizzazione dei documenti d’archivio.

Nonostante i danni subiti dall’archivio cittadino durante la Seconda Guerra Mondiale, sono sopravvissuti documenti fondamentali per la ricostruzione storica, come:

  • La pianta del 1619 di Cornelius Van den Bosch, che illustra le fortificazioni a bastioni occidentali.
  • Le viste del porto medievale di Zbierski (1964), che integrano la rappresentazione della città medievale con quella rinascimentale.

Questi documenti sono stati digitalizzati utilizzando tecnologie innovative:

1. Fotogrammetria per elementi bidimensionali, con cui si sono ottenute ortofoto ad altissima risoluzione. Attraverso l’uso di algoritmi avanzati, è stato possibile migliorare la qualità delle immagini, rendendo visibili dettagli precedentemente inaccessibili.

2. Tecnologia gigapixel, che ha prodotto immagini piramidali di oltre 700 milioni di pixel, perfettamente nitide anche a livelli di zoom elevati.

L’analisi del sistema difensivo di Danzica ha portato all’individuazione di diverse fasi:

  • Periodo X-XIII secolo: Le prime fortificazioni in legno e terra, costruite dopo l’incorporazione nello stato di Mieszko I e Bolesław il Coraggioso, furono sostituite nel 1295 da nuove strutture autorizzate da Przemysł II.
  • 1343–XVI secolo: Sotto i Cavalieri Teutonici, venne realizzato un sistema di mura in mattoni con fossati, torri e porte, alcune delle quali sopravvivono tutt’oggi. Dal 1482, le fortificazioni furono integrate con bastioni in legno e terra.
  • Periodo rinascimentale e moderno: L’uso della polvere da sparo rese le mura obsolete, trasformandole in elementi funzionali o demolendole.
  • XIX-XX secolo: Le fortificazioni marittime e collinari vennero adattate per scopi militari durante la Seconda Guerra Mondiale.

Oggi, il paesaggio appare frammentato, con molte delle strutture medievali nascoste da infrastrutture moderne o integrate in contesti industriali.

Le operazioni di rilievo, fondamentali per documentare e analizzare il patrimonio urbano di Danzica, hanno utilizzato un approccio integrato basato su:

1. Laser scanning terrestre (TLS) e mobile (MLS), che hanno prodotto dei rilievi 3D (nuvole di punti ad alta densità) delle aree urbane, dai bastioni rinascimentali alle fortificazioni lungo il corso della Vistola.

2. Fotogrammetria da drone, combinata con rilievi GPS, per allineare i dati acquisiti da diverse piattaforme e creazione di modelli tridimensionali, arricchiti da un database di texture, shader e campioni architettonici, utile per il restauro virtuale e la pianificazione edilizia. 

Questi rilievi hanno generato un’enorme quantità di dati, tra cui mappe ortografiche, modelli tridimensionali e dataset di elementi architettonici, tutti integrati in un sistema informativo centralizzato. 

Il progetto ha sviluppato un sistema informativo complesso, strutturato per produrre due principali tipologie di rappresentazioni:

  1. Ripristino del paesaggio attuale: identificazione delle aree da restaurare e creazione di proposte visive dettagliate per il recupero.
  2. Percorso culturale immaginato: utilizzo di mappe e modelli avanzati per delineare nuovi itinerari storico-culturali, con una visione chiara del patrimonio e della sua evoluzione.

Queste rappresentazioni multidimensionali, che includono disegni tecnici, modelli 3D e contenuti multimediali, offrono una visione olistica del patrimonio urbano di Danzica.

In conclusione, il progetto ha creato un’infrastruttura digitale che collega la ricerca storica con le tecnologie più avanzate, rivoluzionando lo studio e la gestione del patrimonio culturale. Attraverso la digitalizzazione, l’analisi e la modellazione tridimensionale, è stato possibile:

  • Documentare e conservare il sistema difensivo della città.
  • Favorire la valorizzazione culturale e turistica.
  • Fornire strumenti innovativi per il restauro e la pianificazione urbana.

Questa combinazione di approcci tradizionali e moderni rappresenta un modello esemplare per la conservazione del patrimonio nell’era digitale.

2- LE CRUZ DE TÈRMINO E LE CRUZ CUBIERTAS

TERRITORIO DI VALENCIA (ES)

Le Cruz de Tèrmino e le Cruz Cubiertas sono monumenti medievali caratteristici del territorio valenciano, emersi durante l’espansione del regno aragonese nel XIII secolo. Introdotti sotto Giacomo I d’Aragona, detto “il Conquistatore”, segnavano simbolicamente la riconquista cristiana dei territori sottratti al dominio musulmano. Questi monumenti servivano come strumenti di legittimazione politica e religiosa, posizionati strategicamente nei pressi di centri urbani e lungo strade per marcare i confini del regno e richiamare i viandanti alla devozione.

Il progetto, realizzato in collaborazione con l’Università Politecnica di Valencia, ha approfondito lo studio architettonico e simbolico di queste croci, evidenziandone il ruolo storico-culturale. Le ricerche si sono concentrate sulle Cruz Cubiertas, strutture più complesse rispetto alle semplici Cruz de Tèrmino, in quanto dotate di una copertura protettiva ed è stata individuata come area di studio quella relativa a Valencia. Il lavoro si è concentrato sulle croci monumentali costruite lungo le strade principali e nei pressi delle città, luoghi che, nel contesto medievale, fungevano da segnalazioni visive del dominio cristiano.

A livello tecnico, sono state impiegate tecniche avanzate di rilievo fotogrammetrico per analizzarne l’evoluzione, la distribuzione e il valore religioso. Lo studio ha prodotto modelli 3D dettagliati, favorendo una nuova comprensione delle loro caratteristiche costruttive e del loro impatto simbolico.

Le attività condotte nel corso del progetto sono state principalmente orientate alla realizzazione di un rilievo fotogrammetrico delle Cruz Cubiertas e alla elaborazione dei modelli.

1. Rilevamento Fotogrammetrico: utilizzando droni e fotocamere di alta qualità, sono stati acquisiti 1.662 scatti per generare modelli tridimensionali accurati delle Cruz Cubiertas. La metodologia prevedeva la copertura completa delle strutture con riprese da diverse angolazioni, incluse quelle aeree, per un’analisi completa.

2. Elaborazione dei Modelli: I dati acquisiti sono stati processati tramite il software Agisoft Metashape Pro, che ha permesso di generare modelli 3D altamente dettagliati delle croci. Sono stati ottenuti dense cloud e mesh che hanno permesso di documentare i dettagli architettonici e scultorei, nonché di confrontare le strutture differenti.

La fotogrammetria è stata scelta come metodologia principale in quanto consentiva di effettuare il rilevamento in tempi relativamente brevi, pur mantenendo una precisione elevata. Questo è stato particolarmente utile in quanto molte delle Cruz Cubiertas si trovano in aree ad alta densità urbana o lungo strade trafficate, dove altre metodologie di rilevamento avrebbero incontrato difficoltà logistiche.

Un altro aspetto importante del progetto è stata la gestione di casi problematici durante i rilievi che ha portato a una lunga fase di post-produzione per correggere e rifinire i modelli 3D, assicurando comunque una rappresentazione precisa della struttura.

In conclusione, il progetto ha confermato l’importanza delle Cruz Cubiertas come simboli di fede e potere politico del regno aragonese. Le scansioni dettagliate non solo valorizzano questi monumenti, ma costituiscono una base per future ricerche, mappature e iniziative di tutela. Una mappatura georeferenziata delle Cruz de Tèrmino e Cruz Cubiertas potrebbe rivelare importanti connessioni tra la viabilità medievale e la diffusione del regno aragonese.

Diffusione dei risultati

Prometheus H2020, Interdisciplinary actions for the documentation and elaboration of an information system on cultural heritage routes, 27 ottobre 2023, Gdansk, Polonia

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Prometheus H2020, Documenting Cultural Heritage Routes through Digital Technologies, The military architecture of Gdansk, 31 marzo 2023, Firenze

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Bursich Daniele; Parrinello Sandro, The “PROMETHEUS” European Project: Gdańsk Fortress Route (Poland), in Proceedings, 2024, 96, 18.

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